Pec, 3,5 miliardi di messaggi nel 2026: la nuova sfida è l’Europa

Venti milioni di caselle attive, il 60% delle Pa la usa ogni giorno con altri enti. Per il 55% delle organizzazioni il limite è l’assenza di interoperabilità oltre confine

Nata come obbligo per imprese, professionisti e amministrazioni, la Posta elettronica certificata è entrata anche nelle abitudini di chi non è tenuto ad averla. A vent’anni dall’introduzione, le caselle stimate attive in Italia sono 20 milioni e i messaggi previsti nel 2026 circa 3,5 miliardi.

Tra i cittadini che la usano, il 45% lo fa ogni settimana o almeno una volta al mese per pratiche fiscali, previdenziali, scolastiche, sanitarie e condominiali. Quasi 3 milioni hanno poi registrato la propria Pec come domicilio digitale sull’Indice nazionale (Inad), per ricevere direttamente le comunicazioni ufficiali della Pa.

I numeri arrivano dal White Paper di Idc «Pec: diffusione, casi d’uso e prospettive di interoperabilità nell’ecosistema digitale europeo». Lo studio è promosso da Aruba, gestore che amministra 10 milioni di caselle, cioè la metà di quelle attive, ed è stato presentato a Roma con il patrocinio di AgID. L’indagine, condotta nel primo trimestre 2026, ha coinvolto 300 organizzazioni (120 aziende, 90 amministrazioni, 90 professionisti) e 800 cittadini, di cui 200 non utenti.

L’uso più intenso resta quello professionale: il 78% dei professionisti ricorre alla Pec ogni giorno o ogni settimana, il 64% delle aziende la impiega per partecipare a bandi e gare e il [...]

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