La 50enne del Tennessee si sveglia dopo la mancata esecuzione del 30 aprile
Ha ripreso conoscenza e parla Christa Pike, sopravvissuta a due iniezioni letali in Tennessee. Lo hanno reso noto i suoi avvocati, parlando di sviluppo «senza precedenti». Condannata a morte per l’omicidio di una coetanea quando aveva 18 anni, la 50enne resta ammanettata e incatenata alle caviglie pur avendo subito gravi lesioni alle braccia a causa delle flebo di Pentobarbital. Tutto questo mentre negli Stati Uniti il dibattito intorno alla pena di morte, a causa delle mosse di Donald Trump, diventa uno dei temi centrali delle prossime elezioni di Midterm.
La Pike era stata ricoverata la sera del 30 settembre dopo il flop dell’esecuzione nella camera della morte del carcere di massima sicurezza Riverbend di Nashville. La donna ha ricevuto la pena del carcere a vita con la possibilità di sconti di pena. La prognosi per Christa resta al momento poco chiara: «Come minimo dobbiamo aspettarci tempi lunghi per la ripresa», hanno detto gli avvocati Randy Spivey e Kelly Gleason. «Siamo incredibilmente grati al team medico dell’ospedale che ha curato Christa in modo eccezionale».
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