Pensioni: maxi tagli alle rivalutazioni, alla nuova quota 100 vanno 2,5 miliardi in tre anni

Scatta il taglio dal 15% fino al 68% della rivalutazione sulle pensioni più alte. Nel testo finale arriva anche il freno del 25% al turn over della Pa

Il taglio all’indicizzazione delle pensioni è in formato maxi, proporzionale alle prospettive dell’inflazione evocate dal +5,4% indicato ieri dalla stima preliminare dell’Istat. E serve a rafforzare una struttura delle coperture che poggia sul pilastro altrettanto robusto della cura fiscale rivolta a banche, assicurazioni e società dell’energia. Ma sull’altare della manovra deve pagare pegno anche la pubblica amministrazione, su cui si attiva un nuovo freno del 25% al turn over del prossimo anno. Mentre magistrati e professori universitari si vedono scritto per legge il criterio della «media ponderata» per ridurre il peso dei loro adeguamenti stipendiali, moltiplicato dalla «media semplice» decisa per le toghe dalle sentenze della giustizia amministrativa.

Dopo quasi tre giorni di lavorio su norme e numeri, il testo bollinato della legge di bilancio è arrivato al Quirinale, che ha autorizzato l’invio alle Camere. Nei loro contenuti principali, i 157 articoli della manovra confermano le anticipazioni della vigilia. Ma come sempre accade per la regina delle leggi dell’anno, è la lettura puntuale dei testi definitivi a misurare il peso reale degli interventi.

A spiccare, tra gli altri, è il taglio all’indicizzazione delle pensioni, cioè al meccanismo che aggancia il valore degli assegni all’andamento dell’inflazione. Il nuovo colpo d’accetta rispecchia l’impostazione seguita tre anni fa, nella scorsa fiammata inflattiva. Il meccanismo non agisce per scaglioni di reddito, ma come la scorsa volta riduce l’indicizzazione su tutta la pensione a seconda dell’importo dell’assegno. A seguire fedelmente la corsa dei prezzi saranno ancora una volta solo le pensioni fino a 4 volte il minimo, cioè entro i 2.479,2 euro lordi al mese.

Entro questa soglia, va ricordato, si attesta l’ampia maggioranza delle pensioni italiane. Ma sopra iniziano i dolori, che crescono insieme al valore dell’assegno. Per [...]

Continua a leggere su: Il Sole 24 Ore

Articoli correlati