Pensioni, più leggeri gli assegni liquidati dal 2027 mentre cresce la speranza di vita

I nuovi coefficienti di conversione del montante contributivo determineranno assegni meno consistenti di quelli riconosciuti nel 2025-26

Nel 2027-28 le pensioni contributive, o la parte contributiva delle pensioni calcolate con il metodo misto, saranno meno generose di quelle attuali. Conseguenza dell’applicazione dei nuovi coefficienti contenuti nel decreto direttoriale dei ministeri del Lavoro e dell’Economia del 16 ottobre scorso e pubblicato il 19 ottobre. In base al metodo di calcolo contributivo, l’importo della pensione si determina applicando dei coefficienti al montante contributivo accumulato da un lavoratore al momento del pensionamento.

I coefficienti vengono aggiornati ogni due anni sulla base della variazione della speranza di vita e dell’andamento effettivo del tasso di variazione del prodotto interno lordo di lungo periodo rispetto alle dinamiche dei redditi soggetti a contribuzione previdenziale. Poiché il metodo di calcolo contributivo della pensione punta a far sì che l’importo degli assegni corrisposti durante tutto il pensionamento corrisponda al montante accumulato, se la speranza di vita residua aumenta, il coefficiente diventa meno favorevole, perché la pensione dovrà essere corrisposta per un periodo più lungo.

E così avviene per il biennio 2027-28 rispetto al 2025-26, periodo per il quale è stato già deciso un incremento dei requisiti di pensionamento, anch’essi correlati alla vita futura attesa: mentre ora in pensione di vecchiaia si va a 67 anni, l’anno prossimo saranno necessari 67 anni e 1 mese e in quello seguente 67 anni e 3 mesi. Inoltre, sempre per lo stesso scopo, all’interno del medesimo biennio i coefficienti variano in base all’età di pensionamento perché chi vi accede prima percepirà l’assegno per un periodo più [...]

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