«Pentagono valuta di ritirare 25.000 soldati dall’Europa»

Il Pentagono sta valutando un piano per ritirare dall’Europa aerei, navi, armi e decine di migliaia di soldati. Lo riporta Nbc citando alcune fonti, secondo le quali la riduzione potrebbe riguardare un terzo dell’intero contingente americano in Europa, ovvero circa 25.000 unità. Altre fonti hanno riferito a Nbc che non è escluso un taglio ancora maggiore fino alla metà del contingente, ovvero un massimo di 40.000 persone. Se il piano fosse attuato sarebbe la più significativa riduzione in Europa dai tempi della Guerra Fredda.

Il presidente del Parlamento iraniano e capo negoziatore, Mohammad Bagher Ghalibaf, ha elogiato la Cina e la Russia per aver posto il veto a una bozza di risoluzione statunitense al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, volta a reintrodurre le sanzioni internazionali contro Teheran, affermando che tale mossa “ha respinto l’abuso politico del Consiglio di Sicurezza e ha riaffermato lo stato di diritto”. Lo riporta Al Jazeera. “L’ordine unipolare in cui una parte estorceva concessioni con la forza e la coercizione è finito”, ha dichiarato Ghalibaf.

Il presidente della Corea del Sud, Lee Jae-myung, ha sottolineato la necessità per il Paese di tutelare i propri cittadini e gli interessi nazionali nello Stretto di Hormuz, ma durante una conferenza stampa in tv ha precisato: “Sia chiaro: non ci sarà alcun invio di truppe che conduca al coinvolgimento in un conflitto. Non vi sarà alcuna partecipazione o coinvolgimento in una guerra”. Lo riferisce l’agenzia sudcoreana Yonhap. Lee ha inoltre affermato che è evidente la necessità di svolgere “attività di livello minimo” per proteggere i cittadini o le rotte di trasporto del greggio nell’area, analogamente a quanto fanno altri Paesi

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