Per il nuovo BTp Valore cedole crescenti in tre tappe

Il Tesoro pubblica la scheda informativa sul titolo in offerta dal 19 al 23 ottobre: sistema step up con aumento del rendimento a partire dal terzo e dal quinto anno

Sarà articolato in tre tappe il cammino delle cedole del nuovo BTp Valore, in offerta dal 19 al 23 ottobre.
Nella sua versione ormai tradizionale, il titolo di Stato indirizzato a famiglie e piccoli investitori sarà scandito dall’abituale meccanismo step up, che fa salire il rendimento nel corso del tempo in base a una traiettoria predeterminata. Nonostante la durata relativamente breve, cinque anni, il Tesoro sceglie però un’architettura in tre fasi, che fin qui era stata proposta solo per BTp con una vita più lunga; come il titolo a sette anni dell’ottobre 2025 e quello a sei anni del marzo scorso. Ma in una fase di mercato vivace, un sistema di questo tipo permette di modulare meglio l’offerta, in un equilibrio che deve rendere attraente il titolo per gli investitori senza generare costi fuori linea per il bilancio pubblico. Su questi presupposti, la cedola del nuovo titolo avrà un primo irrobustimento a partire dal terzo anno, e salirà uno scalino successivo all’inizio del quinto, e ultimo.

Le informazioni offerte dal Tesoro nella scheda informativa pubblicata questa mattina, 6 ottobre, arricchiscono così le variabili di cui dovrà tener conto anche chi valuterà l’offerta gemella. Nella stessa settimana dal 19 al 23 sarà infatti in emissione il “BTp Valore Insieme”: caratterizzato dal meccanismo, inedito per questi bond governativi destinati al retail, della cedola unica a scadenza, che sarà cioè pagata al termine dei cinque anni.
Entrambi i titoli sono rivolti a una platea di piccoli investitori dal prevalente atteggiamento da cassettista, ma possono rispondere a esigenze diverse. Il titolo tradizionale fornisce un rendimento percepibile nel breve termine, suggerendo l’idea di una sorta di reddito aggiuntivo grazie al classico ritmo trimestrale dello stacco delle cedole. Il BTp Valore Insieme ha un comportamento opposto: perché capitalizza il rendimento nel corso del tempo senza riconoscerlo a rate, ma concentrandolo a fine corsa in termini attualizzati.

Quest’ultimo aspetto merita un supplemento di attenzione. Perché dal punto di vista del rendimento complessivo, i due titoli sono equivalenti; ma proprio per questo la cedola finale del BTp Valore Insieme non è pari alla semplice somma nominale di quelle nel frattempo riconosciute dal titolo tradizionale. Perché deve tener conto dell’attesa chiesta al risparmiatore, remunerando per così dire la sua “pazienza”.
Sul piano finanziario anche il fattore tempo ha infatti un valore. Perché i soldi delle cedole periodiche possono essere utilizzati subito o reinvestiti, generando un rendimento ulteriore. Un euro guadagnato oggi, quindi, vale un po’ di più di un euro che si farà attendere cinque anni: tanto più in tempi di inflazione.
Per fare un esempio numerico, ovviamente teorico e finalizzato solo a illustrare il meccanismo. Se il BTp valore “classico” offrirà un euro all’anno di cedole nel primo biennio, due euro all’anno nel secondo biennio e tre euro nell’anno finale, il BTp Valore insieme non si limiterà nella cedola finale a riconoscere nove euro, cioè la somma algebrica delle cedole periodiche del gemello, ma darà qualcosa in più per remunerare il tempo trascorso.

In ogni caso, l’offerta doppia non mette i risparmiatori davanti a un bivio. Perché i due BTp sono indipendenti fra loro, ciascuno ha un proprio codice Isin ed è quindi ovviamente possibile dividere fra loro il capitale da investire, nelle proporzioni che ognuno riterrà migliori. Entrambi, come sempre, saranno poi liquidabili in ogni momento sul secondario, alle condizioni di mercato e vedendosi riconosciuta la quota di rendimento maturata fino al momento della vendita. Per il resto, le regole sono le solite: il taglio minimo dell’acquisto, che nella settimana di emissione avviene alla pari e senza commissioni, è da mille euro. I rendimenti sono soggetti all’aliquota agevolata del 12,5%, ed è prevista l’esenzione dall’imposta di successione e dal calcolo Isee per i portafogli complessivi in titoli di Stato e strumenti affini fino a 50mila euro.

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