
Secondo un sondaggio del Think Tank “Comunicare l’Abitare” a pesare sono un patrimonio edilizio inadeguato oltre a salari discontinui. Giovani coppie in difficoltà
Una casa migliore ha un valore riconosciuto, ma il suo costo resta spesso inaccessibile. Lo mette a fuoco un sondaggio 2026, realizzato dal Think Tank “Comunicare l’Abitare” di Casa Radio – e presentato stamane in un convegno, nella Capitale, organizzato con il patrocinio di Confedilizia Roma, l’Ordine degli architetti e degli ingegneri di Roma, il Consigli nazionale e del Lazio di geometri, quello regionale dei geologi – in cui quasi la metà (il 46,2% dei rispondenti) ritiene che vivere nella propria città, per una famiglia media, sia poco sostenibile, mentre il 56,5% dichiara una disponibilità a pagare di più per acquistare o affittare un’abitazione certificata come salubre, efficiente e sicura. Se potesse permetterselo.
C’è un tema di redditi inadeguati all’acquisto o all’affitto immobiliare ma c’è anche un patrimonio inadeguato, rispetto al quale la richiesta dei proprietari appare inadeguata.
Sul fronte del mercato, i redditi non adeguati ai costi della casa sono indicati dal 25,1% dei rispondenti, quasi alla pari con il patrimonio vecchio o inadeguato, al 24,9 per cento. Seguono l’incertezza normativa e fiscale (24,1%) e i tempi e costi delle procedure (23,3 per cento). I canoni troppo elevati sono citati dal 22% e i prezzi di vendita dal 21,2 per cento. Il [...]

