Per valorizzare il tonno rosso accordi di filiera, allevamenti per l’ingrasso e più controlli

Le proposta che Coldiretti porterà all’Icatt (Commissione internazionale per la conservazione del tonno dell’Atlantico) per trattenere nei luoghi di cattura una parte maggiore della ricchezza generata con innovazione, origine certificata e lotta alle frodi

Accordi di filiera e sviluppo delle nuove “farm” verticali per valorizzare la pesca del tonno rosso, redistribuire a monte il valore di mercato e soprattutto trattenerne una quota maggiore in Italia. Le proposte sono contenute in due documenti presentati al tavolo di confronto sulle prospettive del settore promosso da Coldiretti Pesca a Cetara (Salerno) in vista del vertice internazionale dell’Iccat (la Commissione internazionale per la conservazione dei tonni dell’Atlantico) sulla gestione del tonno rosso, con l’obiettivo di sviluppare nuovi sistemi integrati di produzione e valorizzazione della filiera.

L’Italia ha un ruolo centrale nella pesca del tonno rosso nel Mediterraneo, ma gran parte della ricchezza generata dalla filiera finisce all’estero. Il prodotto catturato vivo dalle flotte nazionali della circuizione viene infatti trasferito prevalentemente negli impianti di ingrasso di altri Paesi del Mediterraneo, per essere poi commercializzato soprattutto sui mercati asiatici, a partire dal Giappone. Un modello che le due proposte puntano a diversificare attraverso lo sviluppo di “farm” italiane (allevamenti per l’ingrasso, ndr) e accordi di filiera nazionali, capaci di trattenere valore aggiunto, creare occupazione e garantire maggiore redditività alle imprese.

Il mercato globale del tonno rosso è stimato in oltre un miliardo nel 2025 (una nicchia rispetto ai 50 complessivi del tonno, ma ad alto valore aggiunto) e una crescita annua media prevista del 4,2% fino al 2035. Oltre al Giappone anche Nord America, Europa e mercati emergenti stanno beneficiando dell’espansione della cucina giapponese e dei ristoranti di lusso.

In Italia, la quota di pesca annua per il tonno rosso fino al 2028 è fissata a 6.182,6 tonnellate, con un significativo aumento di quasi 900 tonnellate, nell’ambito del sistema internazionale di gestione Iccat, che ha previsto un incremento complessivo delle quote per un totale di 48.403 tonnellate.

La quota assegnata all’Italia, dove il mercato del tonno rosso vale circa 30 milioni alla produzione (fonte Crea), è suddivisa in diverse categorie specifiche per ciascun sistema di pesca: il 68% è destinato alla pesca con reti a circuizione (venti imbarcazioni in Italia); il 12% ai palangari storicamente autorizzati (circa 40); l’8% alle tonnare fisse (ne sono rimaste due in Sardegna); poco meno del 7% va alla piccola pesca. Coldiretti Pesca rappresenta operatori cui è assegnato oltre il 50% della quota nazionale di tonno rosso.

Oggi in Italia non sono operative farm per l’ingrasso del tonno rosso, ma due gruppi associati a Coldiretti Pesca stanno investendo per sviluppare questa fase della filiera. Le progettualità prevedono un modello innovativo orientato soprattutto al mantenimento degli esemplari, con l’obiettivo di garantire disponibilità di prodotto durante tutto l’anno e integrare pesca, monitoraggio ambientale e turismo.

La sfida punta anche allo sviluppo di filiere integrate per il prodotto sbarcato ma non ingrassato. In questa prospettiva assumono particolare importanza [...]

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