In meno di due anni alla guida del Pentagono, Pete Hegseth ha impresso una profonda trasformazione alle regole e alla cultura interna delle forze armate statunitensi
Dall’esecuzione per fucilazione da trasmettere in streaming alla riduzione dei generali, passando per il blocco a sorpresa delle armi dirette in Ucraina, l’espulsione dei transgender dalle forze armate, la rimozione di libri dalle scuole militari e la rottura con alcune delle più prestigiose università americane.
In meno di due anni alla guida del Pentagono, Pete Hegseth ha impresso una profonda trasformazione alle regole e alla cultura interna delle forze armate statunitensi.
L’ex conduttore di Fox News scelto da Donald Trump per guidare il dipartimento della Difesa ha fatto del ritorno a quella che definisce una «warrior culture», della lotta alle politiche considerate “woke” e della riduzione dei livelli di comando alcuni dei cardini del proprio mandato. In alcuni casi si tratta di decisioni direttamente riconducibili a Hegseth, in altri dell’attuazione di ordini presidenziali di Trump.
La scelta che ha sollevato le polemiche più recenti riguarda Nidal Hasan, l’ex maggiore e psichiatra dell’esercito condannato a morte per aver ucciso 13 persone e ferito altre 32 a Fort Hood, in Texas, nel 2009.
Su raccomandazione di Hegseth, Trump ha autorizzato l’esecuzione mediante plotone d’esecuzione, fissata per il 3 dicembre. Sarebbe la prima esecuzione militare americana di qualsiasi tipo dal 1961 e la prima mediante fucilazione dal 1945.
Ma il Pentagono è andato oltre, annunciando l’intenzione di trasmettere l’esecuzione in livestreaming. Hegseth ha sostenuto pubblicamente la scelta, affermando che gli americani dovrebbero poter vedere le conseguenze di un crimine come quello commesso da Hasan. Reuters non ha trovato precedenti di un’esecuzione legale trasmessa in diretta al pubblico.
L’idea ha provocato forti reazioni anche nel campo repubblicano. Il vicepresidente JD Vance ha detto che non guarderebbe la diretta, mentre alcuni senatori del partito hanno chiesto al Pentagono di rinunciare. Trump, pur avendo approvato l’esecuzione, ha lasciato aperta la questione della trasmissione.
La ristrutturazione dei vertici è cominciata poche settimane dopo l’insediamento della nuova amministrazione. Nel febbraio 2025 Trump ha rimosso il presidente dei capi di Stato maggiore riuniti, il generale CQ Brown Jr. Subito dopo Hegseth ha licenziato l’ammiraglio Lisa Franchetti, prima donna a guidare la Marina americana, il vice capo dell’Air Force James Slife e i massimi responsabili legali di Esercito, Marina e Aeronautica.
Hegseth spiegò di ritenere i vertici legali non sufficientemente adatti a fornire consulenza sull’esecuzione degli «ordini legittimi». Le rimozioni alimentarono il timore di una politicizzazione della leadership militare e spinsero cinque ex segretari alla Difesa, repubblicani e democratici, a chiedere audizioni al Congresso.
La strategia è proseguita con una riduzione strutturale dei gradi più alti. Nel maggio 2025 Hegseth aveva ordinato un taglio del 20% dei posti da generale e ammiraglio a quattro stelle, del 20% dei generali della Guardia nazionale e di almeno il 10% degli ufficiali generali complessivi.
Nel settembre 2026 ha alzato ulteriormente l’asticella: l’obiettivo è diventato una riduzione del 20% di tutti i posti da generale e ammiraglio, attraverso l’eliminazione o il declassamento di alcuni incarichi. Per Hegseth, una struttura con meno vertici dovrebbe essere più agile e responsabile.
Tra gli episodi più controversi c’è una decisione presa poche settimane dopo il ritorno di Trump alla Casa Bianca. All’inizio di febbraio 2025, secondo una ricostruzione di Reuters, Hegseth ordinò di fermare 11 voli militari americani carichi di armi destinate all’Ucraina.
La disposizione colse di sorpresa funzionari della Casa Bianca e della sicurezza nazionale. Trump aveva discusso della politica verso Kiev con i propri consiglieri, compreso Hegseth, ma secondo le fonti citate da Reuters non aveva ordinato di fermare le forniture.
I voli ripresero nel giro di pochi giorni. L’interruzione provocò confusione anche tra gli alleati e nelle autorità ucraine e costò al comando trasporti statunitense fino a 2,2 milioni di dollari. Alcune fonti riferirono a Reuters che Hegseth avrebbe interpretato in maniera errata le discussioni interne all’amministrazione.
Un altro fronte è quello dei militari transgender. In questo caso la decisione politica originaria è di Donald Trump, che ha ordinato di vietarne o limitarne la presenza nelle forze armate. Il Pentagono guidato da Hegseth ha però definito e applicato le nuove regole.
La direttiva esclude dal servizio, salvo deroghe limitate, le persone con una diagnosi o una storia di disforia di genere e chi ha effettuato una transizione di genere. Nel maggio 2025 la Corte Suprema ha consentito all’amministrazione di applicare la politica mentre proseguivano i ricorsi giudiziari. Il provvedimento ha aperto la strada al congedo di militari già in servizio e al blocco delle nuove ammissioni. All’epoca il Pentagono censiva 4.240 militari transgender tra servizio attivo e Guardia nazionale.
Hegseth ha parallelamente imposto che per i ruoli di combattimento i requisiti fisici siano uguali per uomini e donne e determinati dalle esigenze operative. Diverse specialità applicavano già criteri comuni, ma il provvedimento ha imposto una revisione generale degli standard.
Uno degli interventi più sistematici ha riguardato le politiche di diversità, equità e inclusione, progressivamente eliminate dal Pentagono in applicazione dell’indirizzo imposto dalla nuova amministrazione.
La revisione ha investito anche scuole e biblioteche militari. Alla Naval Academy di Annapolis sono stati rimossi quasi 400 libri dopo un controllo dei contenuti legati a razza, genere e diversità. Analoghe revisioni hanno interessato le scuole gestite dal dipartimento della Difesa, provocando anche ricorsi giudiziari da parte di studenti e famiglie.
Hegseth si è spinto anche contro il programma Women, Peace & Security, nato da una legge bipartisan del 2017 firmata dallo stesso Trump durante il primo mandato. Il programma punta a integrare maggiormente le donne nelle politiche di sicurezza e nelle missioni di peacebuilding.
Hegseth lo ha definito un programma “woke” e ha annunciato l’intenzione di eliminarlo dal Pentagono, pur riconoscendo che l’amministrazione deve continuare a rispettare gli obblighi minimi imposti dalla legge approvata dal Congresso.
Nel febbraio 2026 Hegseth ha aperto un altro fronte contro il mondo accademico. Il Pentagono ha deciso di interrompere, a partire dall’anno accademico 2026-27, i programmi di Professional Military Education, fellowship e certificazione con Harvard, università della quale lo stesso Hegseth è stato studente.
Il segretario alla Difesa ha accusato Harvard di essere diventata un centro di attivismo ostile agli Stati Uniti e alle forze armate. I militari già iscritti potranno completare i corsi, ma non ne saranno inviati di nuovi. Il Pentagono ha poi esteso la revisione dei rapporti ad altre prestigiose università.
La mossa si inserisce nel più ampio scontro dell’amministrazione Trump con le università americane su proteste filo-palestinesi, programmi DEI, politiche transgender e libertà accademica.
Hegseth ha cambiato anche il rapporto tra il dipartimento della Difesa e la stampa. Dal maggio 2025 i giornalisti accreditati non possono più muoversi liberamente nella maggior parte del Pentagono e devono essere accompagnati da personale autorizzato.
Il segretario ha motivato le restrizioni con la necessità di proteggere informazioni classificate e sicurezza operativa. La Pentagon Press Association ha invece denunciato un attacco a una tradizione decennale di accesso dei giornalisti alle aree non riservate dell’edificio.
La stretta era stata preceduta dalla decisione di far lasciare gli uffici interni ad alcune grandi testate tradizionali nell’ambito di un nuovo sistema di rotazione che aveva aperto spazi anche a media più vicini all’amministrazione.
Nel 2026 la questione della trasparenza ha coinvolto anche il Congresso. Il senatore democratico Chris Murphy, membro della commissione Esteri, ha denunciato che il Pentagono gli aveva negato l’accesso alla base americana di Al Udeid, in Qatar. Un funzionario del dipartimento ha richiamato una direttiva firmata da Hegseth il 3 marzo che limita i viaggi nell’area.
Alla fine di settembre 2026 Hegseth ha creato all’interno del Pentagono un nuovo Office of Religious Affairs, che risponde direttamente al segretario alla Difesa.
L’obiettivo dichiarato è rafforzare il sostegno religioso ai militari e il ruolo dei cappellani. Associated Press ha inserito la decisione in un più ampio rafforzamento della presenza della religione nella vita del Pentagono voluto da Hegseth, cristiano evangelico, che ha organizzato funzioni cristiane per i dipendenti e fatto frequenti riferimenti biblici nei propri interventi.
Il Pentagono assicura che il nuovo ufficio non favorirà alcuna confessione. Associazioni che difendono la separazione tra Stato e Chiesa temono invece che le nuove regole possano privilegiare il cristianesimo.
La trasformazione voluta da Hegseth non riguarda soltanto l’organizzazione interna. Nel giugno 2026 il segretario alla Difesa ha annunciato una revisione di sei mesi della presenza militare americana in Europa, mentre l’amministrazione Trump chiede agli alleati Nato di assumersi una quota maggiore della propria sicurezza.
Il Pentagono sta studiando diverse opzioni sulla disposizione delle circa 80mila truppe americane presenti in Europa, comprese possibili riduzioni, con l’obiettivo di presentare le alternative a Hegseth entro novembre. La revisione comprende basi, diritti di accesso e sorvolo, cyber, spazio e intelligence e ha alimentato le preoccupazioni europee sul futuro dell’impegno militare americano nel continente.
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