Piano Casa, tempi stretti per gli alloggi popolari con l’assegnazione prima della fine lavori

Atteso nei prossimi giorni il via libera di Invitalia che cura la selezione degli interventi. L’obiettivo è intervenire velocemente su alloggi vuoti e bisognosi di manutenzione

Il Piano Casa entra nella fase operativa con il programma di recupero e manutenzione del patrimonio di edilizia residenziale pubblica e sociale, finalizzato a recuperare circa 60mila alloggi popolari attualmente non assegnabili. Si tratta del primo dei tre pilastri su cui poggia il Piano Casa del governo Meloni.

Entro fine mese dovrebbe arrivare il bando, in lieve ritardo rispetto ai piani che lo davano per pronto a fine settembre. La palla al momento è in mano a Invitalia, che gestisce le risorse secondo la convenzione con il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e cura le procedure di selezione degli interventi attraverso avvisi pubblici. Sarà Invitalia nei prossimi giorni a dare l’ok. Il bando riguarda il primo pilastro emergenziale da 700 milioni (la seconda tranche sarà probabilmente oggetto di un secondo bando) per il recupero degli alloggi pubblici. La dotazione iniziale prevista, ricordiamo, per il programma è di 970 milioni di euro per il periodo 2026-2030. Le prime case sono attese già in primavera, un piano ambizioso.

Il commissario straordinario Felice Squitieri ha recentemente dichiarato di aver concluso una prima ricognizione degli immobili sul territorio. «Interverremo prima di tutto sul patrimonio già esistente, su quegli alloggi che oggi non sono occupati né assegnati perché privi di manutenzione – ha detto durante il Saie -. Il confronto al Saie ha fatto emergere una convergenza incredibile, non solo politica e tecnica ma soprattutto finanziaria: anche Comuni e Regioni stanno mettendo in campo risorse proprie, accanto a quelle statali ed europee».

L’obiettivo è intervenire sul patrimonio già esistente, su quegli alloggi che oggi non sono occupati né assegnati perché privi di manutenzione.

Squitieri ha [...]

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