Piano dell’Economia sociale, primo test in legge di Bilancio

Implementazione entro il 2032. Prioritaria la cabina di regia. Tra le misure il fondo di garanzia Pmi adattato alle caratteristiche degli enti

L’attuazione del Piano nazionale per l’economia sociale, oggetto della comunicazione al Consiglio dei ministri del 2 luglio scorso, richiede interventi legislativi volti a creare le condizioni abilitanti per la promozione delle organizzazioni che ne fanno parte. Un percorso che si inserisce in un quadro di crescente attenzione istituzionale verso l’economia sociale, come testimoniato dal richiamo al Piano d’azione operato nel Documento programmatico di finanza pubblica 2026 che ha aperto la sessione di bilancio in corso proprio in questi giorni.

L’ecosistema che emerge dal Piano comprende enti del Terzo settore (incluse cooperative sociali e imprese sociali), società cooperative, enti religiosi e sport dilettantistico. Tutte realtà che – pur diverse per forma, qualifica giuridica e ambiti di attività – sono accomunate dai princìpi richiamati nella Raccomandazione del Consiglio Ue del 27 novembre 2023, vale a dire il perseguimento di finalità di interesse generale e collettive, il primato della persona anteposto al profitto e l’adozione di regole di governance democratica o partecipativa.

Il Piano d’azione traduce gli indirizzi europei in un programma nazionale di interventi che interessa, tra l’altro, fiscalità, finanza, lavoro, valorizzazione del patrimonio immobiliare, cultura della filantropia, rapporti con il mercato tradizionale e le pubbliche amministrazioni. La sua concreta attuazione potrà avvenire attraverso strumenti differenti: provvedimenti ministeriali, atti di indirizzo, documenti di prassi e diffusione di buone pratiche. Per alcune delle azioni previste, tuttavia, sarà necessario modificare la legislazione vigente, specie per quanto attiene a quei profili che, ad oggi, incidono sulle condizioni (anche economiche) di operatività dei diversi enti dell’economia sociale.

In quest’ottica, un primo intervento legislativo attiene all’elaborazione di una legge quadro sull’economia sociale. L’obiettivo è recepire nell’ordinamento una nozione unitaria di ente dell’economia sociale, senza introdurre una nuova forma o qualifica giuridica. Occorre, [...]

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