
Tra le richieste avanzate nella relazione approvata ieri dalla Commissione per il controllo dei bilanci anche l’istituzione un canale digitale unico per le denunce
Più cooperazione tra gli organismi antifrode europei, tutele rafforzate per chi segnala irregolarità, l’istituzione di un canale unico per la comunicazione di possibili illeciti legati ai fondi Ue e un recupero più rapido delle risorse pubbliche usate in maniera impropria. Sono questi i punti chiave della relazione approvata ieri, con cui i deputati della Commissione per il controllo dei bilanci del Parlamento europeo hanno elencato le priorità su cui insistere nel progetto di restyling del framework normativo europeo per il contrasto alle frodi, in vista del prossimo bilancio a lungo termine.
Nel documento, passato con 25 voti a favore, zero contrari e quattro astensioni, i parlamentari insistono su una condivisione tempestiva di informazioni e responsabilità, senza però compromettere l’indipendenza di inquirenti e pubblici ministeri.
«Il denaro dei contribuenti va protetto meglio. E le lacune tra gli organismi antifrode devono essere colmate, favorendo una più rapida condivisione delle informazioni e una gestione congiunta dei casi», ha commentato il correlatore Dick Erixon. «Le restrizioni dell’Olaf vanno rimosse per consentire azioni rapide a tutela dei fondi e il recupero del denaro sottratto in maniera fraudolenta deve essere la priorità. Occorre misurare con maggiore precisione i risultati, stimando il divario in materia di frode e predisponendo indicatori comuni e una rendicontazione annuale».
La prima richiesta riguarda l’implementazione della sinergia tra la Procura europea (Eppo), che si occupa di gestire le indagini sui crimini che impattano sul bilancio europeo e perseguire i colpevoli, e l’Ufficio europeo antifrode (Olaf), che invece si occupa di indagare i risvolti amministrativi di un utilizzo ambiguo (e spesso improprio) dei fondi unionali.
La proposta è semplice: per evitare la sovrapposizione di attività e operazioni, sospendere «in maniera graduale e per un tempo limitato» le indagini amministrative qualora rischino di compromettere quelle condotte dall’Eppo. Il provvedimento di sospensione dovrà essere rivisto (e aggiornato) a intervalli regolari, consentendo la ripresa delle investigazioni a carico dell’Ufficio antifrode nel [...]
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