Più Mozzarella di Bufala Campana, ma viene prodotto troppo latte per le «non Dop»

Aumentano gli stock adatti al prodotto «non Ig», che però è meno richiesto: tra le soluzioni quella di concentrare le nascite di vitelli in primavera-estate, quando la domanda di latticini è più forte

Cresce la Mozzarella di Bufala Campana Dop: tra gennaio e agosto la produzione (in volume) è aumentata del 3,72%. Nello stesso periodo, però la non Dop è calata del 4%: appare chiaro che vi sia stato un trasferimento dei consumi da non dop a dop, seguendo una tendenza già attiva da alcuni anni. «Segno – chiarisce il direttore del Consorzio di tutela della mozzarella di bufala dop Pier Maria Saccani – che vi sia uno spostamento della domanda verso la denominazione di origine protetta che il consumatore riconosce e apprezza».

Nonostante la crescita della domanda, anche il settore dei formaggi tipici soffre in questa fase di nuovi e vecchi problemi. Di questi si è discusso in un incontro che si è tenuto nei giorni scorsi in Prefettura a Caserta, alla presenza di rappresentanti degli allevamenti bufalini e delle associazioni di categoria dei caseifici.

«Il clima è positivo – aggiunge Saccani – ci misuriamo con gli stessi problemi e cerchiamo soluzioni condivise. Per la prima volta abbiamo chiarito, tutti d’accordo, che il destino della filiera è legato al posizionamento e alla qualità della mozzarella campana Dop». All’ordine del giorno, la crescita eccessiva della quantità di latte stoccato: 31 milioni di Kg del valore di circa 50 milioni che genera un forte appesantimento finanziario dei caseifici. Ora si cerca la soluzione per impiegare queste scorte. Questo, per espressa previsione del disciplinare, passatte 60 ore dalla mungitura non può essere utilizzato per produrre mozzarella dop, pertanto viene “declassato”. Può [...]

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