Politica agricola post 2027, i ministri Ue: «Sì alla flessibilità ma la Pac deve restare comune»

Primo accordo sulla futura Pac: chiesti più fondi ai giovani e aiuti limitati ai “veri agricoltori”. Sul tetto ai premi decisione rinviata

Sì alla flessibilità per gli Stati membri ma solo «nell’ambito di un quadro coerente e comune di regole Ue, con l’obiettivo di semplificare l’attuazione e rendere la politica agricola più rispondente alle realtà sul territorio». Aspettando certezze sui futuri finanziamenti che dovranno però arrivare da altri tavoli, i ministri agricoli Ue hanno raggiunto nella tarda serata di ieri in occasione del Consiglio riunito a Lussemburgo un accordo sulla posizione negoziale sulla riforma della Politica agricola comune post 2027. 

L’intesa rappresenta la base per la trattativa finale con Commissione ed Europarlamento sui testi presentati dall’esecutivo comunitario oltre un anno fa (il 16 luglio 2025), e sposa gran parte dei contenuti delle proposte chiedendo però, come nel passaggio chiave citato, più garanzie sul mantenimento del carattere comune della Pac.

Sugli aspetti decisivi però, come a esempio la definizione di “agricoltore attivo” al quale riservare i 300 miliardi di aiuti diretti stanziati dalle proposte sul prossimo bilancio pluriennale 2028-34 dell’Unione che il Consiglio vorrebbe rendere obbligatoria per evitare la dispersione dei finanziamenti «e garantire un sostegno più mirato», l’accordo demanda ai singoli Stati la definizione di chi siano i “veri” agricoltori. Su altre questioni fondamentali, come nel caso della degressività dei pagamenti o il capping, il tetto ai premi per le aziende più grandi in ottica redistributiva, si deciderà in un momento successivo, nell’ambito del negoziato parallelo tra ministri finanziari sul quadro finanziario pluriennale 2028-34.

L’accordo raggiunto contiene comunque indicazioni importanti e rappresenta un segnale di attenzione in un momento critico per l’agricoltura europea. I ministri chiedono più attenzione nei piani nazionali al ricambio generazionale e al sostegno per l’insediamento di nuovi giovani, semplificazione dei vincoli ambientali che fino a oggi non hanno funzionato, rafforzamento dei servizi nelle aree rurali e degli strumenti di gestione [...]

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