
Ammontano a 3,2 milioni le tonnellate di pomodoro conferite all’industria: da un lato è un record positivo, dall’altro è molto al di sotto del contrattato
L’Organizzazione Interprofessionale OI Pomodoro da Industria Nord Italia traccia il bilancio della campagna 2026 in Emilia-Romagna, Lombardia, Piemonte, Veneto e provincia autonoma di Bolzano: «la campagna – comunica una nota – ha registrato un aumento delle superfici coltivate e un quantitativo complessivo di pomodoro conferito all’industria senza precedenti, ma le quantità sono rimaste al di sotto di quelle contrattate. A pesare sulla campagna sono stati soprattutto i cambiamenti climatici, le basse rese in campo e l’aumento dei costi di produzione, sia agricoli sia industriali».
Nel 2026 le superfici coltivate a pomodoro da industria nel Nord Italia hanno raggiunto 48.349 ettari, di cui 43.477 a produzione integrata e 4.872 a produzione biologica, pari al 10,1% del totale. Il quantitativo complessivamente conferito all’industria ha raggiunto 3.205.126 tonnellate, un risultato senza precedenti per l’areale, ma con un calo di circa il 14% rispetto al pomodoro contrattato.«Il dato deve essere letto alla luce delle rese produttive – spiega la Oi – che si sono fermate a 66,3 tonnellate per ettaro, contro una media di 71,6 t/ha registrata nell’ultimo quinquennio. Nel dettaglio, le rese sono state di 68,0 t/ha per la produzione integrata e di 51,3 t/ha per quella biologica. Si tratta di valori fra i più bassi rilevati dall’Oi dal 2011. L’aumento delle superfici non si è tradotto [...]

