
Un prompt, pochi secondi e la hit è servita. Ma cosa resta della vera identità artistica? Fine dell’artigianato
Se fino a cinque anni fa, a meno che tu non avessi studiato composizione o masticassi approfonditamente qualche DAW, l’unico modo per pubblicare un brano era affidarsi a un produttore. Eri fortunato se avevi un fratello, un amico o un cugino nel giro, o eri costretto a spendere cifre importanti per un lavoro, quantomeno, professionale. Oggi lo scenario è radicalmente cambiato. Molti artisti indipendenti si affidano direttamente all’AI generativa per produrre la propria musica. E non solo loro: persino grandi marchi, per le loro campagne pubblicitarie televisive e non, scelgono produzioni artificiali che, a mio avviso, risultano scarne e stereotipate, tradendo l’intento pigro di un prompt del tipo: “fai una canzone alla moda, orecchiabile e facile da memorizzare”.
Quello che salta subito all’orecchio è quella tipica compressione di alcune frequenze e quel mixaggio “plastificato” e omogeneo, privo di quelle micro-dinamiche e imperfezioni naturali, che siamo abituati a sentire in un brano realizzato senza l’utilizzo dell’intelligenza artificiale.
Tutto questo è diventato di una semplicità disarmante, soprattutto grazie a strumenti come Suno, che attualmente rappresenta la piattaforma di intelligenza artificiale musicale più popolare insieme a Udio. Il funzionamento è immediato e si adatta a ogni esigenza tramite tre livelli: il Free Plan a costo zero, che offre 50 crediti giornalieri e l’accesso al modello v4.5-all senza diritti commerciali; il Pro Plan che con 7,20 € al mese (con fatturazione annuale) sblocca il modello v5.5, 2.500 crediti mensili, diritti commerciali, funzioni di editing avanzato e la possibilità di registrare e intonare brani usando la propria voce; e infine il Premier Plan, che a 22 € al mese porta i crediti a 10.000, sblocca tre tipi di separazione delle tracce e include l’accesso diretto a Suno Studio.Già salendo al piano Pro, ad esempio, è possibile caricare un file audio grezzo in cui canti — anche solo la voce che abbozza la melodia —, specificare lo stile desiderato e lasciare che sia il software a generare il testo, se non ne hai già uno pronto. Una volta ottenuta la traccia, puoi scaricare le singole tracce da importare direttamente nella tua DAW per lavorarci sopra. Se invece si opta per il Premier Plan, la piattaforma mette a disposizione la sua DAW integrata (Suno Studio). Nel giro di qualche ora hai una canzone con un arrangiamento ampio, arricchita dagli effetti dello stile richiesto e pronta a sembrare, per un orecchio meno esperto, un vero e proprio lavoro da studio.Tuttavia, dietro questa apparente magia tecnologica si nascondono stratagemmi non del tutto corretti. Proprio il 31 luglio, infatti, il tribunale tedesco ha condannato [...]
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