
Crescita dello 0,1% congiunturale, di oltre due punti su base annua. Bene l’occupazione, Prezzi degli input in corsa a +11%
Avanti adagio, comunque avanti.
Nel secondo trimestre l’economia lombarda cresce in termini di produzione industriale dello 0,1% su base congiunturale, sesto progresso consecutivo in un percorso di recupero avviato a fine 2024. Un progresso, quello della produzione manifatturiera, che si estende anche ad altre variabili, con il fatturato che cresce dell’1,4% rispetto al trimestre precedente e del 4,4% su base annua.
In generale, prendendo a riferimento le risposte delle imprese di un anno fa, i dati indicano che tra il secondo trimestre 2025 e il secondo 2026 la percentuale delle imprese intervistate che dichiarano di avere una produzione stabile o in aumento è salita in misura decisa, dal 58 al 67%. A segnalare contrazione è quindi solo un terzo del campione, che riguarda oltre 1500 imprese.
Positiva tra aprile e giugno è anche la situazione sul fronte ordini, in particolare per quanto riguarda la componente estera. La domanda sul mercato internazionale mostra infatti una crescita del 2,5% sul trimestre precedente, e del 6,7% su base annua. Crescono anche gli ordini sul mercato interno, con una variazione dello 0,5% a livello congiunturale.
L’occupazione risulta in crescita nel secondo trimestre, seppur in lieve attenuazione rispetto alla precedente rilevazione. Il saldo tra ingressi e uscite risulta pari a +0,3% mentre il ricorso alla cassa integrazione da parte delle imprese continua a rimanere contenuto. I settori più in difficoltà, quelli che hanno fatto un maggior ricorso alla Cig, sono l’industria tessile e quella del legno-mobilio.
In generale, tra i settori che presentano le performance migliori nel periodo in esame vi è il settore dei mezzi di trasporto, confermando il trend positivo già rilevato nella scorsa indagine. L’industria chimica registra nel trimestre la crescita più elevata del fatturato (+9,3% annuo). I settori che invece accusano le maggiori difficoltà nel secondo trimestre sono l’abbigliamento e il settore del legno-mobilio. L’abbigliamento sta in particolare soffrendo un aumento marcato dei prezzi delle materie prime, che in generale per l’intero campione lievitano di oltre l’11%, concretizzando una decisa crescita rispetto al dato precedente (+8,4%)
La resilienza generale del comparto industriale, che vede progressi per dieci dei tredici comparti monitorati, è confermata ad ogni modo anche prendendo in considerazione le aspettative delle imprese industriali lombarde che mettono in luce un sentiment di minor pessimismo, soprattutto relativamente a produzione, fatturato e domanda estera mentre in ulteriore miglioramento sono anche le aspettative sull’occupazione. Per tutti gli indicatori considerati (tranne per la domanda interna), il saldo tra ottimisti e pessimisti volge a favore dei primi, mediamente con numeri migliori rispetto alla rilevazione precedente.
Le maggiori criticità per le imprese (condivise anche dagli artigiani) riguardano un nuovo possibile aumento dei costi dell’energia e delle materie prime, e un ulteriore inasprimento delle tensioni geopolitiche.
«A fronte di una produzione piatta – spiega il presidente di Confindustria Lombardia Giuseppe Pasini – a tenere a galla le imprese – sono export e fatturato, con quest’ultimo influenzato dall’aumento dei costi: caro materie prime, il perdurare del conflitto in Medio Oriente e l’irrisolto nodo energetico tengono le imprese lombarde sotto pressione e nell’incertezza. Mentre assistiamo alla fine del Pnrr e a una nuova stretta del credito bancario verso le imprese, né a livello nazionale né comunitario emergono proposte di politica industriale serie e strutturali».
«La manifattura lombarda – commenta Gian Domenico Auricchio, Presidente di Unioncamere Lombardia – continua a crescere non perché siano venuti meno i fattori di incertezza, ma perché negli ultimi anni ha rafforzato la propria capacità di competere. È un risultato che nasce dalla qualità delle imprese, dalla forza delle filiere e dalla loro apertura ai mercati internazionali.
«La forza della Lombardia è nei suoi territori e nelle imprese che li rappresentano. – ha affermato Guido Guidesi, Assessore allo Sviluppo Economico Regione Lombardia – Questi dati ci dicono che, anche in una fase internazionale complessa, il nostro sistema produttivo continua a crescere e a competere. È la dimostrazione della capacità degli imprenditori lombardi di affrontare l’incertezza investendo, innovando e aprendosi ai mercati. Da Brescia iniziamo anche un percorso itinerante per portare questi numeri nei territori e raccontare da vicino la realtà di una Lombardia che produce, esporta e crea lavoro. Vogliamo continuare a sostenere questa capacità, rafforzando la competitività delle imprese e delle filiere».

