Programma e primarie, le spine di agosto del Campo largo

Al di là del rebus non risolto, di certo al momento in campo si contano più giocatori che tempi e regole di gioco

Non si scioglie il dilemma programma/primarie che arrovella il campo largo e anima la discussione. Con meno botta e risposta – complice la pausa ferragostana – ma qualche suggerimento e fuga in avanti.

È il caso di Riccardo Magi: il segretario di + Europa è pronto a candidarsi alle primarie. Una scelta che però non va giù a una parte dei “suoi” (gli stessi che mesi fa avevano chiesto un congresso anticipato per rimettere in discussione il segretario) riaprendo così le crepe già profonde nel suo partito.

Dall’altro lato c’è il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi che, in un’intervista al Mattino, ha rilanciato il modello del “campo largo” napoletano come esempio nazionale. Un metodo fatto di problemi concreti da affrontare – ha sottolineato il primo cittadino – discussione aperta e alla fine, la sintesi. Risultato: «un campo largo molto compatto», ha detto orgoglioso il sindaco che punta al bis nel capoluogo campano e allontana così un suo futuro “altrove” come quello di un suo ruolo di federatore della coalizione, ventilato tempo fa.

Sulle modalità della sfida Manfredi si è schierato: nessun veto sulle primarie, ma prima vengano i contenuti. In linea, dunque, con il mantra della segretaria del Pd Elly Schlein ribadito dopo le bordate dei 5 Stelle pro primarie e anti Kiev, quando ammonì il leader Giuseppe Conte M5s: «Prima il programma condiviso da tutta l’alleanza e poi le primarie». Per la leader Dem, la logica è che chi vince ai gazebo, deve poi guidare tutta la squadra non solo il proprio partito. Allo stesso modo per Manfredi, “bisogna partire dalla proposta politica – ha suggerito – Poi se si riuscisse a trovare una sintesi con un accordo condiviso sarebbe la cosa migliore. Però non dobbiamo avere paura delle primarie, sono una espressione della volontà popolare». Ha poi elencato i punti essenziali di una piattaforma comune: i salari («sono bassi e rappresentano un’autentica emergenza»), la sanità, la casa, le diseguaglianze.

Al di là del rebus non risolto, di certo al momento in campo si contano più giocatori che tempi e regole di gioco. L’ultimo a unirsi alla lista dei papabili è Magi che si è fatto avanti con un’intervista alla Stampa uscita a Ferragosto: «Io correrei con grande entusiasmo», ha annunciato. Ma ha anche piantato due paletti che considera imprescindibili e su cui sembra sfidare i più: l’idea di Europa e la posizione sulla guerra in Ucraina. «Il nostro futuro è nell’Unione europea», ha affermato spiegando che l’Europa è l’ultimo baluardo contro il nazionalismo del governo Meloni e delle destre europee. E ha aggiunto la spina dell’Ucraina che semina distanze rispetto al movimento di Conte. Magi si è detto pronto alle primarie in nome di Più Europa.

E qui si riapre la faglia interna. Dentro + Europa (ferma al 2,9% alle Politiche del 2022) le frizioni risalgono a mesi fa, quando i “ribelli” fecero approvare una mozione per chiedere l’azzeramento della segreteria e un nuovo congresso. Ma per statuto un congresso anticipato si può indire in caso di segretario sfiduciato o per morte o dimissioni. Ma il presidente Matteo Hallissey e il deputato Benedetto Della Vedova non intendono mollare. Tanto più dopo l’annuncio della corsa “in solitaria” del segretario. Della Vedova ne fa una questione di metodo: «Con tanti nomi si rischia di fare la fine dei sette piccoli indiani». Al contrario ha proposto: «Per non disperdere il valore della nostra area liberal democratica ed europeista, bisogna unire le forze e individuare tutti insieme un candidato che possa realmente giocarserla». Della Vedova non ha nascosto l’intesa con Matteo Renzi e, incalzato su Silvia Salis, ha commentato a caldo: «Magari», spiegando che un’eventuale discesa in campo della sindaca di Genova – voluta da Renzi – avrebbe dalla sua «popolarità e consenso».

In gioco potrebbero esserci anche Avs, l’ex direttore dell’Agenzia delle entrate, Ernesto Maria Ruffini, che a ottobre lancerà il suo movimento che rappresenti, nelle intenzioni, un “nuovo Ulivo” mentre Alessandro Onorato spinge con “Progetto civico Italia” per il programma a settembre e le primarie a novembre.

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