Pronto soccorso alberi, Prato riesce a salvare gli alberi grazie ai satelliti Esa

La cittadina toscana è la prima a realizzare il monitoraggio satellitare dei propri alberi (37.766): ogni 5 giorni ne verifica lo stato di salute

Un passo deciso verso il futuro per contrastare in modo concreto il cambiamento climatico. Prato è la prima città in Italia a monitorare ogni cinque giorni gli alberi, attraverso i dati di ascolto satellitare. Si tratta di un’innovazione che riguarda al momento i 37.766 alberi pubblici della città. Un albero viene considerato come un individuo e, attraverso l’analisi dei dati satellitari, è possibile monitorarne lo stato di salute. Il vantaggio è enorme, soprattutto in termini di tempestività: questi dati danno una panoramica completa ben prima che l’occhio umano possa rendersi conto della criticità.

Dal marzo 2025 Prato ha scelto di ascoltare gli alberi attraverso il telerilevamento multispettrale. Ogni cinque giorni, i satelliti Sentinel-2 dell’Agenzia Spaziale Europea (Esa) sorvolano Prato e acquisiscono immagini in 13 bande spettrali: dall’ultravioletto al medio infrarosso. A partire da queste immagini, la piattaforma TreeSos – sviluppata da SuperAlberi – estrae due indici fondamentali per ogni singolo albero: Ndvi, che misura la capacità fotosintetica della chioma e Ndmi, che ne rileva il contenuto idrico. Il monitoraggio è dunque continuo e non invasivo.

In questi mesi il sindaco di Prato, Matteo Biffoni, gli assessori Cristina Sanzò (con delega al verde pubblico) e Maria Rita Cecchini (con delega alla forestazione) stanno raccogliendo i primi frutti del lavoro. In Italia un altro Comune che si è avvicinato a tale tecnologia è Udine ma in questo caso il monitoraggio è stato fatto una tantum: è stata acquisita un’immagine istantanea del patrimonio arboreo in un determinato momento ma senza integrarlo come sistema di gestione ordinaria.

Come osserva Biffoni l’esigenza delle città è «affrontare una riconfigurazione urbanistica: è ormai chiaro che l’approccio adottato negli ultimi anni vada radicalmente modificato. Se da un lato l’estensione degli spazi verdi e la piantumazione di nuovi alberi rappresentano un obiettivo primario per le amministrazioni, dall’altro è fondamentale tutelare il patrimonio vegetale già esistente. Ogni pianta va monitorata con attenzione lungo tutto il suo ciclo di vita: dalla piantumazione alla crescita, fino all’eventuale sostituzione. In quest’ottica, l’impiego di tecnologie avanzate come i sistemi satellitari si rivela decisivo».

Biffoni spiega che lo strumento «garantisce un monitoraggio costante e preciso dello stato di salute del verde urbano, consentendo di individuare tempestivamente eventuali criticità in tempo reale. Inoltre, permette di ottimizzare le risorse e il lavoro del personale a terra — fisiologicamente limitato all’interno di un Comune — indirizzandolo con priorità dove c’è maggiore necessità». «In tempi in cui si parla sempre di più di politiche attive per il territorio e del miglioramento della qualità della vita nell’ambiente urbano – rivendica il sindaco di Prato – noi facciamo un passo concreto in questa direzione, investendo risorse».

I tigli rappresentano il 18% degli alberi pubblici pratesi e e quest’anno, a causa del caldo, «queste piante hanno mostrato segnali di sofferenza». Pietro Maroè, presidente di SuperAlberi, osserva che attraverso le immagini satellitari e la piattaforma «si ’vede’ la storia dell’albero. Interveniamo in modo rapido, salvando tante piante. Abbiamo evitato tanti danni, andando a fare irrigazioni di soccorso in questa caldissima estate. È come essere al pronto soccorso degli alberi».

Inoltre attraverso l’intelligenza artificiale, si possono gestire milioni di numeri. Perché allora non estendere questa innovazione al resto d’Italia? «A Udine – risponde Maroè – è partito il progetto pilota nel 2020, ma in quel momento quel tipo di tecnologia era ancora giovane. L’applicazione è estremamente specialistica. Però stiamo riducendo la barriera della competenza tecnica all’ingresso». In modo da coinvolgere anche i grandi Comuni italiani. E un altro obiettivo è rendere il tutto ancor più semplice, anche per i privati: «Abbiamo sviluppato un tool gratuito, come ci è stato richiesto da Esa, per rendere disponibile il materiale al privato cittadino – conclude Maroè -. A Prato ci sono mezzo milione di alberi privati: se vogliamo davvero incidere sul contrasto al cambiamento climatico dobbiamo capire che la foresta urbana è unica e quindi dobbiamo intervenire anche sugli alberi privati».

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