
Il decreto legge in Consiglio dei ministri. Interessate 1.257 figure con contratti in scadenza a fine mese
Una proroga fino a dicembre per arrivare alla stabilizzazione entro l’anno. A quel punto sarà stato completato l’ingresso in pianta stabile nell’amministrazione della giustizia di tutti gli addetti all’ufficio del processo. La proroga sarà oggetto di un decreto legge all’esame del Consiglio dei ministri nella giornata di giovedì 24 settembre.
L’intervento riguarda 1. 257 giovani giuristi rimasti sinora esclusi dalla maxistabilizzazione estiva che ha interessato 6.919 posizioni, con successive polemiche indirizzate piuttosto su successive modalità di utilizzo per colmare i vuoti nelle cancellerie. A essere rimasta ancora esclusa, per ragioni di budget, è una minoranza destinata al supporto delle neonate sezioni stralcio per esaminare le domande di protezione internazionale. I contratti però, in assenza di una conferma anche a tempo, scadranno mercoledì prossimo con la fine di settembre.
In queste ore si erano moltiplicate le preoccupazioni e le sollecitazioni al ministero per un intervento coerente con le politiche di organizzazione degli uffici giudiziari che hanno permesso di centrare e superare i target concordati con l’Europa in sede di Pnrr per migliorare l’efficienza della giustizia penale e civile, portando la durata del primo grado al di sotto dell’anno.
Per l’Anm il contributo degli addetti all’ufficio del processo ancora in lista d’attesa «è stato decisivo in questi anni per raggiungere gli obiettivi del Piano nazionale di ripresa e resilienza, dunque per sostenere la macchina della giustizia. Rinunciare al loro impegno significherebbe creare un danno serio ai tribunali di tutta Italia con un impatto significativosulla durata dei processi e quindi sull’intero servizio giustizia. A farne le spese sarebbero i cittadini».
E la Cgil lunedì scorso ha messo in campo una giornata di mobilitazione nazionale con manifestazioni e assemblee in molti uffici giudiziari per spingere la proroga dei contratti in scadenza.
Ora il ministero guadagna tempo, prevedendo innanzitutto una proroga di tre mesi in attesa di individuare, nel contesto della legge di Bilancio, le risorse necessarie per spesare tutta l’operazione.
A inizio anno erano state individuate risorse aggiuntive per permettere l’estensione del numero delle stabilizzazioni: su 11.211 lavoratrici e lavoratori allora in servizio a tempo determinato nel contesto degli iniziali ingaggi in quota Pnrr, dalle 6.000 stabilizzazioni annunciate si era passati a 9.368, con 1.565 assistenti e 7.803 funzionari, tra i quali la maggioranza da ascrivere agli addetti all’ufficio del processo. L’impegno complessivo del ministero per rendere sostenibile l’operazione era stato di 349 milioni.
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