Quasi 590mila euro per una tavola ritrovata di Vasari

L’olio, nonostante il vincolo, passa da Il Ponte più che raddoppiando la stima. Bene anche le opere di alta epoca e Settecento

L’avvio del procedimento di dichiarazione di interesse artistico e storico particolarmente importante da parte della Soprintendenza, comunicato pochi giorni prima dell’asta, non ha frenato la gara fra quattro offerenti al telefono, che il 28 ottobre si sono contesi un inedito dipinto di Giorgio Vasari messo all’asta da Il Ponte a Milano. «Il Trasporto di Cristo al sepolcro», questo il titolo dell’olio su tavola di 159 x 185 cm, è stato così disputato a suon di rilanci fino all’aggiudicazione per 588.800 euro, un valore comprensivo dei diritti d’asta che supera il raddoppio della stima iniziale di 200-250mila.

L’opera, proveniente da una collezione privata lombarda, riappare dopo secoli di oblio. Nonostante la mancanza finora di documenti che permettano di conoscerne la committenza e la precisa collocazione nella biografia dell’artista aretino, l’attribuzione a Vasari è stata confermata dallo storico dell’arte Carlo Falciani, con una datazione intorno al 1545. Lo studioso ha riconosciuto la paternità della tavola attraverso l’assoluta qualità e la stretta corrispondenza stilistica con una serie di altre opere certe dell’autore. Un elemento che caratterizza il dipinto in modo specifico è la stesura pittorica a pennellate veloci e potenti, in alcuni tratti quasi trasparente, tanto da rendere visibile sotto al colore il disegno preparatorio a matita. Una tecnica rapida e sicura, testimoniata anche dai pochi pentimenti, che ha fatto ipotizzare all’esperto la possibile risposta a una [...]

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