
Per i governatori riuniti nella Conferenza delle Regioni l’aumento di 3,4 miliardi complessivo non basta a garantire le cure e servizi agli italiani
Le Regioni all’unanimità bocciano la manovra: per i governatori riuniti nella Conferenza delle Regioni l’aumento di 3,4 miliardi complessivo non basta a garantire le cure e servizi agli italiani. Immediata la risposta del capogruppo di Fratelli d’Italia Lucio Malan che sottolinea come le risorse non sono infinite, ma sono “per definizione limitate”, Intanto i medici si preparano alla mobilitazione per inizio dicembre con l’idea di coinvolgere anche gli infermieri, tutti insieme con la stessa missione: difedendere il Servzio sanitario nazionale.
Serve un “correttivo durante l’iter parlamentare” per “indirizzare ogni risorsa finanziaria disponibile a favore dell’incremento ulteriore” del fondo sanitario nazionale. é quanto afferma una nota della Conferenza delle Regioni al termine della seduta straordinaria in cui i governatori hanno espresso all’unanimità le critiche alla manovra. La Conferenza delle Regioni, afferma la nota, “riconosce l’importanza della dotazione che nel 2027 porta il Fondo a 146,3 miliardi, segnando una crescita di oltre 3,5”. Un aumento che, tuttavia, “non riesce a bilanciare la spesa sanitaria effettiva, che cresce a un ritmo esponenziale a causa di inflazione, dei maggiori costi legati ai rinnovi contrattuali e della crescita di quelli energetici”. “Nessuno intende disconoscere la realtà: i fondi per la sanità sono aumentati in questi anni di Governo Meloni. Il problema, semmai, è che la spesa corre più del finanziamento e con questa manovra di bilancio rischiamo di non riuscire più a garantire la copertura dei Lea”, spiega il presidente della Conferenza, Massimiliano Fedriga.
“Le Regioni già sono in difficoltà per i servizi che stanno assicurando con risorse proprie nel 2026 e, per il futuro, con l’effetto [...]
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