Renzi, Tabacci, Ruffini, Onorato e gli altri: tre centri per un solo podio

Dopo Onorato, unitosi al Psi di Maraio, anche il duo Ruffini-Gabrielli trova casa in Parlamento con l’aiuto di Tabacci e del suo Centro democratico. Tutti gli ostacoli all’aggregazione con la renziana Italia Viva. Lo stallo alla messicana in Più Europa

La nave, solida, resta quella di Matteo Renzi: con la sua Italia Viva/Casa riformista che ha due gruppi in Parlamento oltre che una rete sul territorio è il centro che già c’è al centro del campo largo. Ma altre due imbarcazioni sono già partite, intanto per ottenere lo “sconto” delle firme da 6mila a 1.500 a collegio plurinominale come prevedono le nuove norme del Mel0nellum tra poche ore in vigore (i 15 giorni dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale scadono sabato 24 ottobre), più avanti si vedrà.

Dopo la mini componente del gruppo alla Camera con il senatore prestato dai 5 Stelle Luigi Nave e con il simbolo del Psi prestato da Enzo Maraio che ha dato agibilità politica a Progetto Civico Italia dell’assessore romano Alessandro Onorato, in zona Cesarini si è mosso infine anche il deputato Bruno Tabacci: il suo Centro democratico, già “prestato” in passato ad Emma Bonino e a Luigi Di Maio per presentarsi alle elezioni senza dover raccogliere le firme, è stato nelle scorse ore il volano per la costituzione di un mini gruppo alla Camera di 5 deputati che ha subito chiesto di diventare gruppo a tutti gli effetti previa autorizzazione del presidente dell’Aula Lorenzo Fontana. I componenti sono lo stesso Tabacci, i tre deputati di Più Europa Riccardo Magi, Benedetto Della Vedova e Luca Pastorino e Aboubakar Soumahoro, eletto con Avs e poi passato al Misto dopo le inchieste giudiziarie che hanno coinvolto la moglie.

«L’obiettivo – spiega Magi – è anche quello di provare a formulare un ricorso sul tema della raccolta delle firme inserita nella nuova legge elettorale». Il Melonellum prevede infatti che ad essere esentato dalla raccolta è solo chi ha formato un gruppo prima del 31 dicembre 2025 (la renziana Italia Viva, la calendiana Azione e Noi Moderati di Maurizio Lupi) e secondo Tabacci «è evidente che questa disposizione sarà bocciata dalla Consulta, visto che le norme non posso essere retroattive».

Ma il nuovo possibile gruppo sotto l’insegna di Tabacci serve [...]

Continua a leggere su: Il Sole 24 Ore

Articoli correlati