Secondo l’indagine Latest Asylum Trends: Mid-Year Review 2026, calano a 332mila le richieste nell’area che comprende Ue più Svizzera e Norvegia
Le domande di protezione internazionale presentate nella zona Ue+, che oltre ai Paesi dell’Unione Europa comprende Svizzera e Norvegia, sono diminuite del 17%. A registrarlo, è l’Agenzia dell’Unione europea per l’asilo (Euaa) nel suo rapporto semestrale Latest Asylum Trends: Mid-Year Review 2026. Sono state circa 332mila le domande di asilo arrivate nel primo semestre dell’anno corrente, il dato più basso registrato dal 2021 e, escludendo gli anni della pandemia, il più basso dal 2019.
Secondo il report Euaa, la flessione si inserisce in una tendenza in atto dalla fine del 2024. I due principali fattori che hanno determinato questo calo sono la variazione nella composizione delle nazionalità dei richiedenti e gli sforzi dell’Unione Europea nella cooperazione con i paesi di origine e di transito. Il conflitto in Medio Oriente, invece, non ha avuto risonanza sul fenomeno.
Prendendo in analisi l’intera area Europa+, gli afghani si confermano la prima nazionalità per richieste (circa 39mila), nonostante il calo del 7% su base annua. Nel primo semestre 2026 sono cresciute le domande di protezione internazionale provenienti dal Bangladesh, nazione che sta vivendo un periodo di forte instabilità politica, e da Sudan, Haiti e Somalia, tre Paesi dilaniati da conflitti interni. In forte controtendenza, il Venezuela, dove le richieste di asilo sono diminuite di quasi un terzo rispetto all’anno precedente, e la Siria, Stato che sta attraversando una transizione politica a seguito della caduta del governo Assad a fine 2024. Colombia, Ucraina e Turchia si inseriscono in questa traiettoria in discesa.
Al primo posto per domande di protezione internazionale, si trova la Francia, con circa 69mila richieste. Sul secondo gradino del podio c’è l’Italia, con 66mila domande. Germania e Spagna seguono a pari merito, con 55mila richieste. Nel complesso, i quattro Paesi hanno ricevuto circa il 75% di tutte le domande presentate nell’area Ue+, tasso in leggero calo rispetto ai precedenti periodi di riferimento.
Latest Asylum Trends calcola anche il rapporto tra il numero di richieste asilo e la popolazione dello Stato ospitante. Ne emerge che è la Grecia la nazione con il livello più elevato, pari a 2.254 domande per milione di abitanti. Il nostro Paese conta 1.127 richieste ogni milione di cittadini, un valore superiore alla media Ue+ di 710.
Per quanto riguarda l’Italia, i cittadini del Bangladesh si confermano il gruppo più numeroso: sono circa 28.000 le domande di cittadinanza presentate. Crescono le richieste dall’Afghanistan (+77%), dall’Egitto (+50%), dalla Cina (+43%) e dallo Sri Lanka (+23%). In tendenza opposta, Marocco e Perù, che calano rispettivamente del 22% e del 12%.
Nella prima metà del 2026, il tasso di riconoscimento medio nell’area Europa+ si è attestato al 31%. Ciò significa che quasi una decisione su tre in prima istanza – ossia alla prima risposta ufficiale – ha avuto esito positivo, con una predilizione per la concessione dello status di rifugiato piuttosto che della protezione sussidiaria. Bisogna considerare che il conteggio di Latest Asylum Trends non include le forme nazionali di protezione, come la protezione umanitaria concessa da singoli Paesi.
Il report evidenzia un divario netto nei tassi di approvazione a seconda della nazione di origine del richiedente: per i cittadini del Mali e di Haiti si registra un tasso di riconoscimento superiore all’80%; mentre Venezuela, Perù, Bangladesh ed Egitto sono i Paesi con i valori più bassi, tra il 3% e il 2%.
Infine, per quanto concerne l’attivazione di procedure accelerate e di frontiera, il Patto sulla migrazione e l’asilo, entrato in vigore il giugno scorso, stabilisce che esse siano destinate prioritariamente ai richiedenti provenienti da Paesi con un tasso di riconoscimento medio Ue pari o inferiore al 20%. Le stesse procedure possono inoltre essere applicate ai cittadini di Paesi considerati sicuri. Nel primo semestre del 2026, circa il 56% di tutte le domande presentate nell’Europa+ soddisfavano questi criteri.

