
Realizzato da Orim con Sima sarà pronto alla fine del 2027 con un investimento da 5 milioni
Sarà operativo nella seconda metà del prossimo anno a Macerata il primo impianto pilota in Europa per il riciclo della grafite dagli scarti di batterie al litio. A realizzarlo Orim, azienda maceratese attiva nella ricerca e sviluppo di soluzioni innovative per la gestione dei rifiuti industriali e dei metalli critici, e Sima, che in provincia di Chieti progetta e realizza impianti a elevato contenuto tecnologico. Il progetto si chiama Graphirec, ha richiesto un investimento complessivo da circa 5 milioni, 3,2 dei quali attraverso un bando europeo, ed è stato inserito dalla Commissione Europea nella piattaforma Innovation Radar.
Una svolta per la filiera italiana delle materie prime critiche, che ad oggi si ferma al trattamento meccanico. Grazie a due brevetti, sviluppati in collaborazione con l’università dell’Aquila, sarà infatti possibile integrare nello stesso sito sia i processi termici che quelli idrometallurgici, creando un ciclo chiuso nell’utilizzo della grafite, componente che, rappresentando quasi la metà del peso della batteria, diventa un elemento chiave sia per l’industria sia per le politiche ambientali. Spiega Alfredo Mancini, fondatore e ceo di Orim: «Quando si parla di batterie, l’attenzione è rivolta principalmente a litio, cobalto e nichel, con i relativi problemi etici e di mercato legati alla loro fornitura; la grafite tende a essere trascurata, mentre la Commissione Europea la considera una materia prima critica e il suo recupero può consumare fino al 90% di energia in meno rispetto all’estrazione mineraria». Così, recuperare materiali essenziali per destinarli a settori come energia, automotive ed elettronica è come dotarsi di una [...]

