Rientro in classe per 54mila celiaci:  le regole della mensa «gluten free»

Il 20% delle persone con diagnosi in Italia sono studentesse e studenti: ecco come garantire loro un approccio sicuro e consapevole ai pasti a scuola

Settembre segna il ritorno tra i banchi di scuola e alla quotidianità fatta di pranzi in mensa, ricreazione, gite e attività con i compagni per oltre 34 mila studentesse e studenti celiaci della scuola dell’infanzia, primaria e secondaria di primo grado, circa il 13% delle persone diagnosticate in Italia (Ministero della Salute 2024). A loro si aggiungono gli oltre 20 mila studenti (il 7%) delle scuole secondarie di secondo grado che, pur non usufruendo della mensa, condividono con i compagni momenti di socialità. Per tutti loro il rientro in aula significa poter contare su una corretta gestione della celiachia e della dieta senza glutine, per vivere la vita scolastica in sicurezza e serenità.

La corretta gestione della celiachia si basa sul principio che la dieta senza glutine è una terapia, non una moda: ad oggi è l’unica cura disponibile da seguire rigorosamente per tutta la vita e solo dopo la diagnosi medica. Inoltre, oltre a eliminare il glutine, bisogna scegliere alimenti di buona qualità nutrizionale, privilegiando, oltre ai prodotti idonei per la celiachia, una dieta varia ed equilibrata.

A scuola il tema della sicurezza alimentare si intreccia con quello dell’inclusione: la mensa deve garantire un pasto sicuro permettendo agli studenti di condividere il momento del pranzo senza differenze. Secondo gli ultimi dati della Relazione al Parlamento del Ministero della Salute, in Italia sono 33.027 le mense – di cui 22.972 scolastiche – che hanno erogato pasti senza glutine ai celiaci che ne hanno fatto richiesta.

Per gli studenti con celiachia la mensa è uno dei contesti più delicati, dove [...]

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