Riforma dello Sport, Leo e Abodi a confronto sulla circolare 7/E: le nuove regole per Asd e Ssd

Ad aprire i lavori è stato il presidente Anif Giampaolo Duregon. Al tavolo istituzionale il viceministro dell’Economia Maurizio Leo e il ministro per lo Sport Andrea Abodi, collegato da remoto. Al confronto tecnico hanno partecipato anche Mauro Rizzolo (Confindustria Federvarie), Sergio Cristallo, direttore centrale Normativa e Contenzioso dell’Agenzia delle Entrate, e l’avvocato Alberto Succi, che ha curato l’approfondimento applicativo

Un incentivo a chiarire, più che a normare: è questo il senso della circolare n. 7/E, pubblicata dall’Agenzia delle Entrate il 7 agosto scorso, discussa giovedì a Roma nel convegno organizzato da Anif nella Sala Polifunzionale della Presidenza del Consiglio dei ministri. Il documento interviene su quattro nodi applicativi della Riforma dello Sport (d.lgs. 36/2021) che negli ultimi mesi avevano generato incertezza operativa tra gli enti sportivi dilettantistici.

Ad aprire i lavori è stato il presidente Anif Giampaolo Duregon. Al tavolo istituzionale il viceministro dell’Economia Maurizio Leo e il ministro per lo Sport Andrea Abodi, collegato da remoto. Al confronto tecnico hanno partecipato anche Mauro Rizzolo (Confindustria Federvarie), Sergio Cristallo, direttore centrale Normativa e Contenzioso dell’Agenzia delle Entrate, e l’avvocato Alberto Succi, che ha curato l’approfondimento applicativo.

Leo ha inquadrato la circolare in una logica di semplificazione più ampia: «Il nostro obiettivo è dare certezze e semplificare la vita ai contribuenti». Il viceministro ha parlato di «regole più chiare, meno incertezze e un rapporto più semplice con l’amministrazione finanziaria», applicabile secondo il viceministro «non soltanto per questo comparto, ma anche per tutti gli altri settori».

Abodi ha invece insistito sulla platea di destinatari: la chiarezza, ha detto, deve arrivare «soprattutto alle Asd (Associazione Sportiva Dilettantistiche, ndr) e alle Ssd (Società Sportiva Dilettantistiche, ndr), che svolgono una funzione sociale straordinaria ma spesso non hanno strumenti adeguati per orientarsi in queste tematiche».

Nel merito, la circolare risponde a quattro quesiti. Il primo riguarda le agevolazioni dell’articolo 148, comma 3, del Tuir e dell’articolo 4, comma 4, del decreto Iva: l’Agenzia conferma che si applicano anche alle Ssd costituite secondo il d.lgs. 36/2021, a condizione che gli statuti integrino le clausole di non lucratività previste dall’articolo 148 del Tuir oltre a quelle già indicate negli articoli 7 e 8 del decreto sulla riforma.

Il secondo chiarimento tocca la franchigia di 15mila euro annui sui compensi di lavoro sportivo dilettantistico, prevista dall’articolo 36, comma 6, del d.lgs. 36/2021: l’Agenzia conferma che si applica anche ai rapporti di lavoro subordinato, perché la norma guarda alla natura oggettiva dell’attività e non alla forma contrattuale. Solo la parte eccedente i 15mila euro concorre alla base imponibile secondo le regole ordinarie del lavoro dipendente.

Terzo punto, l’esenzione Irap fino a 85mila euro sui compensi da collaborazione coordinata e continuativa: la circolare la estende anche ai co.co.co. con funzioni amministrativo-gestionali, non solo a quelli sportivi in senso stretto.

Infine, sull’esenzione Iva prevista dall’articolo 36-bis del decreto-legge 75/2023 per le prestazioni sportive rese da enti senza scopo di lucro, l’Agenzia conferma che le Asd e Ssd possono optare per la dispensa dagli obblighi di fatturazione e registrazione, previa comunicazione preventiva all’ufficio – dispensa che riguarda solo le operazioni esenti, restando fermi gli obblighi ordinari per quelle imponibili.

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