Rimini utilizza una rete di sensori per misurare come si vive in città

Ben 18 indicatori alimentati da una rete di sensori consultabili da tutti attraverso una dashboard. E’ il progetto Life Help che sta portando ottimi risultati

Dalla sperimentazione al modello permanente, attraverso la conoscenza degli indicatori. La città di Rimini ha avviato tre anni fa il progetto europeo “Life help” e, in occasione dell’evento di Ecomondo, ha presentato i primi risultati. Non sono definitivi in quanto il programma terminerà a fine 2026. Ma in cosa consiste il progetto? La città ha costruito l’indice Wa²nna Best: 18 indicatori riassunti in una “bussola” a sei spicchi (aria, acqua, rifiuti, rumore, natura e biodiversità, clima ed energia), alimentata da sensori lungo il Parco del Mare e da una dashboard pubblica. A far funzionare il sistema non sono stati solo sensori e dati ma le persone: il progetto ha coinvolto l’intera macchina comunale, dai dirigenti agli assessori fino ai dipendenti dei diversi settori, insieme a enti e gestori dei servizi del territorio e a residenti, studenti e turisti, chiamati a dire la loro. I vari dati vengono inseriti nell’indice grazie a un’infrastruttura di monitoraggio intelligente ovvero la rete SensorNet e possono essere consultati in un cruscotto pubblico online. In modo che il cittadino – attraverso la conoscenza dei dati – possa migliorare le proprie azioni di sostenibilità. E in effetti così è stato.

Sulla qualità dell’aria, il biossido di azoto (NO2) cala, dal 2021 (preso come anno di riferimento prima dell’avvio del progetto) al 2025, da 27 a 22,5 microgrammi al metro cubo, mentre l’efficienza energetica degli edifici comunali taglia di circa il 20% le emissioni di anidride carbonica (Co2) rispetto alle 6.465 tonnellate del 2021. Migliora [...]

Continua a leggere su: Il Sole 24 Ore

Articoli correlati