Robert Mapplethorpe alla ricerca della classica perfezione

L’esposizione “Robert Mapplethorpe – Le forme della bellezza”, a cura di Denis Curti, è al Museo dell’Ara Pacis di Roma fino al 4 ottobre

La ricerca dell’assoluta perfezione, nella geometria, nella luce, nella bellezza, in un classicismo espresso attraverso la fotografia, che diventa mezzo espressivo: le immagini create da Robert Mappletorpe esposte in un percorso che punta proprio su questo aspetto fondante del suo lavoro, accostando i primi collage, i ritratti, gli autoritratti, i nudi, alle forme della natura, ai fiori e soprattutto – in esclusiva per questa occasione – a due opere antiche (la Statua di Afrodite e la Statua di atleta, conservate ai Musei Capitolini), in cui, appunto, il classicismo trova una sintesi, tra corpi fotografati e scultorei.

Si intitola proprio “Robert Mapplethorpe – Le forme della bellezza” la retrospettiva – che include oltre 200 immagini – dedicata al celebre fotografo statunitense, scomparso nel 1989: dopo la tappa veneziana e quella milanese, la mostra giunge a Roma, in un sito, come il Museo dell’Ara Pacis, in cui il confronto tra l’arte classica e la ricerca dell’autore trova naturale spazio. L’esposizione – promossa da Roma Capitale e Marsilio Arte, in collaborazione con la Robert Mapplethorpe Foundation di New York, e visitabile fino al 4 ottobre – offre, inoltre, degli scatti inediti, con una selezione di foto realizzate da Mapplethorne durante i suoi soggiorni tra Capri e Napoli, su invito del suo gallerista Lucio Amelio, che gli chiese, dopo il terremoto del 1980, di partecipare al progetto Terrae Motus – insieme ad oltre 60 artisti tra cui Warhol, Kounellis, Pistoletto, Schifano, Schnabel -, con l’obiettivo di trasformare la catastrofe in forza creativa. Le immagini documentano un forte legame del fotografo americano con l’Italia e nella mostra sembrano dialogare idealmente con lo stesso spazio del Museo, ribadendo questo incontro tra classicità e sguardo contemporaneo.

Un incontro che è poi alla base dell’intera esposizione, fondata su una visione di Mapplethorne che va al di là – come sottolinea il curatore Denis Curti – di quella di “fotografo della provocazione”: “non cercava lo scandalo fine a se stesso; cercava la perfezione della forma”, afferma Curti, che evidenzia come la vera forza di questo artista si trovi “nell’aver applicato l’ordine e l’armonia della statuaria classica a temi considerati, allora, provocatori. Mapplethorpe non ha voluto scioccare il mondo, ha voluto elevare il corpo umano — ogni corpo — a una dimensione sacra e monumentale”.

Su questo assunto si muove, dunque, la mostra che prende il via da alcune opere poco note, quelle giovanili, assemblaggi e collage tridimensionali, provocatori e creati per innescare una reazione emotiva dello spettatore, come in un completamento dell’opera stessa. Poi, l’obiettivo si concentra sulle sue muse, Patti Smith, con cui ebbe un lungo e simbiotico rapporto, e la culturista Lisa Lyon, il cui ruolo nella sua arte fu fondamentale. E ancora, gli autoritratti, nonché i ritratti di personaggi famosi – da Isabella Rossellini a David Byrne, da Donald Sutherland, a Yoko Ono, da Richard Gere a Glenn Close, Grace Jones, Susan Sarandon -, in cui lo sguardo diventa determinante nella definizione e nella narrazione del protagonista. Quindi, la serie dei fiori e delle nature morte, che costituisce il fulcro dell’esposizione: in questo caso, la ricerca della perfezione geometrica delle forme, insieme a quella sulla luce, fanno sì che la natura assurga a testimone della classicità. Come in un confronto, queste foto si pongono in relazione ai nudi, ai corpi maschili e femminili che, attraverso gli scatti, diventano anch’essi elementi della classicità, rimandando a sculture marmoree. Un incontro tra antico e moderno che pervade tutta la mostra, fino alle immagini del già citato progetto “Terrae Motus”, con una prospettiva, un modo differente di osservare territori e arte.

Robert Mapplethorpe – Le forme della bellezza, a cura di Denis Curti, Museo dell’Ara Pacis, Roma, fino al 4 ottobre 2026

Articoli correlati