Robot: corsa degli ordini all’estero, male l’Italia

Nel terzo trimestre -7% sul mercato interno nonostante l’iperammortamento. Scatto del 25% oltreconfine grazie a Usa, Difesa ed Energia.

Scattano i mercati esteri, resta ancora una colta indietro l’Italia.

I dati raccolti da Ucimu-Sistemi per Produrre sugli ordinativi del terzo trimestre dell’anno per i produttori di macchine utensili evidenziano una divaricazione netta tra ciò che accade sul mercato interno e le commesse ottenute sui mercati internazionali.

Se l’indice nel suo complesso registra una crescita a doppia cifra, un progresso del 10,5%, questo è il risultato di ordini raccolti oltreconfine cresciuti del +24,7% rispetto al terzo trimestre del 2025 mentre in Italia, nonostante la messa a terra definitiva dell’iperammortamento, si registra un calo del 7,1% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Va detto, in generale, che il terzo trimestre è quello che presenta i valori assoluti più limitati (l’indice si pone a quota 59, mettendo a 100 la media del 2021), situazione che amplifica in termini percentuali oscillazioni anche limitate. E tuttavia l’indicazione resta importante.

«La piattaforma dei nuovi incentivi, operativa da giugno – spiega il presidente di Ucimu Riccardo Rosa in occasione del convegno di apertura della rassegna Bi-Mu a Milano – è stata accolta inizialmente con un certo fervore mentre ora si vede un poco di rallentamento».

«Dopo un primo rimbalzo – conferma il viceministro al Mimit Valentino Valentini – orsa c’è un attimo di incertezza ma ad ogni modo il sistema mette a disposizione una dotazione di dieci miliardi in tre anni, permettendo alle aziende di avere un orizzonte certo per investire programmando le proprie attività».

Un giro tra gli stand e un confronto con gli imprenditori conferma in effetti queste osservazioni, con un mercato italiano non particolarmente brillante. «Anche se bisogna dire – spiega l’imprenditore piemontese Mauro Biglia, a capo dell’omonima azienda di torni – se in Italia c’è una trattativa è sempre con l’iperammortamento , che viene preso sempre in considerazione da chi vuole investire».

«La domanda interna – aggiunge Rosa – resta debole nonostante le numerose trattative in corso. L’incertezza del contesto internazionale e il rincaro dei costi dell’energia incidono in modo evidente sull’attività degli operatori dell’industria manifatturiera del nostro paese, che stanno rimandando gli investimenti in attesa di maggior chiarezza. Siamo dunque fiduciosi che la domanda italiana potrà riprendere slancio sostenuta anche dalla misura dell’iperammortamento che, nella [...]

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