Roggero in vista della decisione sul differimento pena: «Potevo essere meno impulsivo»

La dichiarazione resa dal gioielliere ai giudici del Tribunale di sorveglianza di Milano, in attesa della decisione sulle istanze dei difensori

«Ogni vita merita rispetto secondo la metafora che siamo tutte gocce in un oceano. Avrei dovuto tenere un comportamento meno impulsivo e più riflessivo». È la riflessione critica sul suo comportamento che Mario Roggero – il gioielliere condannato in via definitiva a 14 anni e 9 mesi per aver ucciso due rapinatori e ferito un terzo dopo l’assalto al suo negozio nell’aprile 2021 – ha reso davanti ai giudici del Tribunale della sorveglianza di Milano, riuniti in udienza stamattina per discutere della richiesta di differimento presentata dai difensori in vista della domanda di grazia chiesta al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Il gioielliere, che chiede di poter iniziare a scontare la pena ai domiciliari in attesa della decisione del Quirinale, non si è visto entrare in aula, ma il suo legale, l’avvocato Stefano Marcolini, ha riferito che sarebbe stato portato dalla polizia penitenziaria dal carcere di Bollate in Tribunale. L’udienza affronta lo stesso tema già bocciato lunedì 14 settembre dai giudici di sorveglianza di Torino, distretto in cui è stata emessa la condanna. La difesa di Roggero intende chiedere al Tribunale di esprimersi nel merito dell’istanza.

Contro la decisione dei giudici torinesi Mario Roggero presenterà ricorso in Cassazione per difetto di motivazione. Il Tribunale di sorveglianza di Torino aveva definito il differimento della pena legato alla domanda di grazia un’ipotesi «residuale», sottolineando la necessità di presupposti particolarmente evidenti per intervenire su una materia che rientra nella prerogativa del Capo dello Stato.

Roggero è un uomo «battagliero» – ha detto Marcolini – e «l’animo è ancora quello di una persona che crede che la giustizia possa dargli qualcosa», ha spiegato il difensore del 72enne con riferimento invece alle istanze-fotocopia a Milano su cui i giudici sono in riserva. «Non nascondo che una decisione in una direzione o nell’altra potrebbe influire sull’umore di Mario». Ora c’è attesa per la decisione del Tribunale di sorveglianza di Milano chiamato ad esprimersi dopo poco più di 48 ore dal verdetto di Torino.

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