
Sull’isola dove nacque Giuseppina, consorte di Napoleone, itinerario fra architetture colorate, spezie, piantagioni e antiche distillerie
In virtù del suo prodotto interno lordo la Martinica è il più ricco dipartimento d’oltremare francese, e come tale è parte integrante dell’Unione Europea, pur con lo status di regione ultra-periferica. Questa denominazione non le impedisce di essere decisamente amata e frequentata dai turisti del Vecchio Continente, tanto che il pilastro economico dell’isola si sta spostando dalla pesca, la coltivazione di banane e ananas, la produzione di rum, proprio sul turismo.
Del resto l’isola offre spiagge di enorme fascino, quasi sempre con sabbia bianca, mare cristallino, palme a fare da cornice, tramonti indimenticabili. Se Plage des Salines è quella più famosa, e anche più frequentata, proprio per via della sua sabbia fine e bianca, a farle da contraltare, senza cedere in fascino, è Anse Noir, sabbia nera di origine vulcanica. La Martinica, che gli Arawak, i primi abitanti, chiamavano “Madinina, ovvero “l’isola dei fiori”, è dominata dall’imponente sagoma del Pelée, un vulcano che ha segnato la sua storia, anche dolorosamente: nel 1902, con una sola eruzione, distrusse la cittadina di Saint-Pierre, primo insediamento europeo sull’isola. Da allora però il Pelée è tranquillo e offre dunque percorsi di trekking di grande bellezza, anche se consigliati solo a camminatori esperti.
Più indicato, magari, fare snorkeling tra le tartarughe ad Anse Dufour, passeggiare nelle acque basse di Pointe Marin o godersi l’atmosfera incontaminata di Anse Couleuvre, ben protetta dalla foresta tropicale. Molte spiagge ospitano piccoli ristoranti che sistemano le prime file di tavoli proprio sulla sabbia: la cucina rielabora il pescato del giorno, con un abbondante ricorso alle spezie come detta la gastronomia creola. Si inizia quasi sempre con gli accras, piccole polpette di merluzzo, ma anche di altri pesci, speziate e fritte; da non perdere anche il lambi, un grosso mollusco che viene stufato e condito e si accompagna con riso bianco, come il calalou, una zuppa di verdure e maiale oppure di granchio. Specialità locali sono anche il poulet boucané, un pollo affumicato con la canna da zucchero, e per i palati più forti ecco il boudin créole, piccole salsicce di sanguinaccio sempre speziate.
Scoperta da Cristoforo Colombo nel 1502, durante il suo quarto e ultimo viaggio nelle Americhe, a parte qualche breve interludio britannico la Martinica è sempre stata una colonia francese. Una curiosità: nell’isola nacque Giuseppina di Beauharnais, grande amore nonché prima consorte di Napoleone, che vanta una statua commemorativa nel centro di Fort-de-France, principale centro abitato [...]
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