Il gruppo franco-italiano gioca la carta delle show car per dimostrare di essere competitivo e orientato ai prodotti del futuro

Stellantis al Salone di Parigi è in cerca di grande visibilità come mai prima d’ora in una rassegna internazionale. Tra i concept e le novità del gruppo c’è già una reginetta: la Citroën 2 CV in forma di show car, che fa già sognare tutti quelli che non si arrendono alle auto a pile, tutte uguali e senza anima.

Infatti il gruppo franco-italiano, in un evento battezzato “The Night Before” che anticipa il primo giorno del Mondial di Parigi e ricalca gli antichi fasti delle group night di Volkswagen, vuole dare un’immagine di vitalità e attenzione al prodotto e al design, anche perché i tempi cambiano e con essi le geografie dell’auto, dove le case europee sono messe sotto pressione da quelle cinesi e serve uno scatto d’orgoglio e di recupero della tradizione.

Questo è palese proprio in queste ore al Salone di Parigi e agli eventi collaterali iniziati domenica 11 ottobre (la kermesse inizia il 12).

Ma torniamo a Stellantis, che ha svelato in anteprima sei concept sviluppati sotto la direzione di Gilles Vidal, che hanno lo scopo di indicare da una parte il futuro linguaggio stilistico dei marchi e, dall’altra, dare l’idea che il gruppo stia pensando di costruire e dare esecuzione al piano industriale Dare Forward 2030 che coinvolge tutti i marchi del gruppo, riorganizzati in quattro strutture principali.

Si comincia proprio dalla star di Stellantis: la Citroën 2 CV Concept che segue una strada diversamente retrò e riprende la filosofia della storica utilitaria francese, reinterpretandola per la mobilità di oggi. L’obiettivo è realizzare un’auto elettrica semplice, pratica e alla portata di un pubblico ampio, pensata soprattutto per gli spostamenti quotidiani. Il progetto indica un prezzo di circa 15.000 euro e una produzione interamente europea. La sfida sarà mantenere il costo contenuto senza rinunciare a un’autonomia adeguata e alle funzioni necessarie nell’uso di tutti i giorni, conservando quella semplicità che aveva reso celebre il modello originale. Insomma, Citroën si innesta nel solco “techno heritage” ben sfruttato da Renault negli ultimi due anni con Renault 5, premiata Auto dell’Anno 2025, Renault 4 e, in questi mesi, con la nuova Twingo.

La sfilata di concept car di Stellantis prosegue con Alfa Romeo Cuorerosso, che nasce come esercizio di stile e tecnologia dedicato al piacere di guida. Lunga 4,7 metri, il concept potrebbe anticipare alcune soluzioni destinate alle future sportive del marchio, comprese eventuali versioni Quadrifoglio. Tra le ipotesi tecniche c’è un V6 2.9 Full Hybrid, abbinato alla trazione integrale Q4, a un cambio automatico con convertitore di coppia e a un albero di trasmissione in fibra di carbonio.

Con la DS F3ver, l’attenzione si sposta sul design e sulle possibilità di personalizzazione. Il prototipo esplora nuove forme e soluzioni per rendere più riconoscibile l’identità delle future vetture DS Automobiles, cercando al tempo stesso di conciliare stile e versatilità. Per ora si tratta di uno studio che mostra una possibile direzione per il marchio, senza indicazioni definitive su un eventuale passaggio alla produzione.

La Fiat Multiplay affronta invece il tema della praticità, provando a mettere insieme caratteristiche tipiche di un pick-up e di un Suv. L’idea è combinare una buona capacità di carico con il comfort e la flessibilità necessari nell’utilizzo quotidiano. Il nome richiama la Multipla, modello che si distingueva per una gestione degli spazi fuori dagli schemi. Anche la nuova concept si basa su un’architettura modulare, pensata per adattare la configurazione del veicolo a esigenze diverse, dal lavoro al tempo libero. Resta da vedere quali soluzioni potranno essere mantenute in un eventuale modello di serie.

In vetrina anche Opel che, con la STX Concept, guarda al futuro delle station wagon, carrozzerie che continuano a interessare chi cerca spazio e capacità di carico senza passare a un Suv. Il prototipo anticipa possibili sviluppi del design della casa tedesca, con superfici essenziali e una firma luminosa ben riconoscibile. Tra gli elementi distintivi figurano l’evoluzione del frontale Opel Vizor, arricchito da animazioni luminose a lamelle, e il disegno verticale del motivo Opel Compass. Al posteriore, le linee pulite e il profilo inclinato cercano un equilibrio tra funzionalità e ricerca stilistica.

Chiude il gruppo la Peugeot Rcz Vision, un concept che unisce ricerca stilistica e nuove tecnologie per la guida elettrica ad alte prestazioni.

Il progetto si basa sulla piattaforma Stla One e introduce lo steer-by-wire, un sistema che gestisce elettronicamente lo sterzo senza il tradizionale collegamento meccanico diretto. Anche l’abitacolo cambia impostazione, con il comando Hypersquare e una nuova evoluzione del Peugeot i-Cockpit. L’obiettivo è ripensare il rapporto tra conducente e vettura, sia nei comandi sia nella gestione delle informazioni. Ora c’è da capire quali di queste soluzioni potranno arrivare sui futuri modelli di produzione.

Nel complesso, i sei prototipi affrontano questioni diverse che hanno un unico comune denominatore: l’evoluzione dell’automobile. Non tutte le proposte sono necessariamente destinate a diventare vetture di serie, ma offrono uno spaccato delle direzioni progettuali che i marchi Stellantis stanno esplorando.

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