
I paletti messi dagli alleati impediranno al leader della Lega di rivendicare domenica dal palco, come avrebbe voluto, il potenziamento dell’operazione “Strade sicure”. Ma Salvini ribadirà la proposta di superamento della legge Fornero con la possibilità di andare in pensione a 64 anni. E rilancerà sulla lotta alla «ideologia pseudo-green di Bruxelles»
Matteo Salvini punta ad arrivare domenica all’appuntamento di Pontida senza contestazioni e con i colori della Lega ben visibili dentro il governo. «Non passa lo straniero» è lo slogan scelto per l’edizione di questa edizione, la prima senza il fondatore Umberto Bossi, morto il 19 marzo. E senza ospiti stranieri, a parte un messaggio atteso dallo spagnolo Abascal di Vox, su Ceuta.
«Al centro della giornata ci sarà il tema delle pensioni, dei giovani e della sicurezza. Non parleremo di filosofia o altro», spiega il segretario del Carroccio, puntando sui temi concreti per galvanizzare il popolo leghista, alle prese con i sondaggi in picchiata e le lotte intestine nel partito. I paletti messi dagli alleati impediranno al leader della Lega di rivendicare dal palco, come avrebbe voluto, il potenziamento dell’operazione “Strade sicure”, portando a 10mila i militari a presidio di strade, piazze e stazioni. Ma Salvini ribadirà la proposta di superamento della legge Fornero con la possibilità di andare in pensione a 64 anni. E rilancerà sulla lotta alla «ideologia pseudo-green di Bruxelles». Una battaglia che lo ha portato ieri ad annunciare che nel prossimo Cdm porterà un decreto per rinviare per tutto il 2027 lo «stop insensato» ai diesel Euro 5. Senza dimenticare l’obiettivo di estendere oltre gli 80 Kw l’esenzione dal bollo auto.
Il raduno nella cittadina nelle valli bergamasche, che l’anno scorso aveva visto tra i protagonisti Roberto Vannacci, arriva dopo settimane di tensione tra il segretario e la fronda nordista del partito. Rispetto alle richieste dei governatori del Nord (Attilio Fontana, Massimiliano Fedriga, Maurizio Fugatti e l’ex Luca Zaia), da mesi in pressing per una gestione collegiale del Carroccio e più spazio alla questione settentrionale, il segretario si è detto disponibile a una tregua, stilando insieme un manifesto programmatico con maggiore attenzione al Nord, all’autonomia e ai territori. E condividendo le responsabilità in vista delle elezioni. Con lui però al comando. Sicché non sembra esserci molto spazio per la richiesta, ribadita dai governatori nell’ultimo faccia a faccia giovedì a Milano, di una struttura federale del partito (sul modello dell’alleanza bavarese Cdu/Csu, lanciato da Zaia a Pontida 2025). «Abbiamo delle sfide internazionali talmente importanti che non possiamo pensare di avere partiti nei partiti», ha chiuso la porta Salvini anche ieri parlando a Mattino 5.
Per ora i governatori leghisti si concentreranno perciò sulla costituzione di una associazione del Nord all’interno del Carroccio per rilanciare il federalismo e le istanze dei ceti produttivi. «L’associazione del Nord? La faremo, come quella del Centro e del Sud, perché ogni territorio ha le sue esigenze» ha confermato il presidente della Lombardia Fontana, che nelle scorse settimane non aveva escluso la necessità di un passo di lato del segretario.
Il timore di fischi e contestazioni caratterizza ad ogni modo le ore della vigilia. Non è ancora ufficiale la scaletta degli interventi. Non è chiaro ad esempio se sul palco saliranno Zaia, in quanto non più governatore, e il capogruppo a palazzo Madama Massimiliano Romeo, tra i critici della linea nazional-sovranista di Salvini, nonché autore del libro “Fare la Lega – Agenda per il rinnovamento”, che è andato di traverso al segretario. Tanto che si sono fatti sempre più insistenti i rumors di una sua sostituzione alla guida dei senatori leghisti. Voci poi smentite dal vice segretario Claudio Durigon, plenipotenziario per il centro-sud, che a Sky Tg24 ha dichiarato: «Romeo ha fatto il capogruppo, fa il capogruppo e farà il capogruppo. Sta lavorando bene, dopodiché sulla metodologia di come si può cambiare qualcosa in Lega la vedo in modo diverso da un libro. Anche con lui faremo una discussione serena e sarà al confronto di Pontida che lo faremo nelle giuste maniere per fare bene al partito».
A fare da antipasto al raduno domenicale, con pullman anche quest’anno in arrivo dal Sud, sarà il sabato pomeriggio dedicato ai giovani leghisti. Salvini sarà presente con, tra gli altri, i ministri Giuseppe Valditara e Alessandra Locatelli e il presidente del Veneto, Alberto Stefani. Ma gli occhi sono puntati anche sul coordinatore federale della Lega Giovani, Luca Toccalini, criticato nel direttivo dei Giovani della Lega Lombarda per l’intenzione di nominare a Pontida Christian Colombo come vice. I coordinatori provinciali lombardi hanno parlato di scelta “calata dall’alto e priva di condivisione”. Anche se Toccalini ha rassicurato: «Pontida sarà anche l’occasione per la nomina di tre vice coordinatori federali chiamati a rafforzare la squadra in vista del congresso dei giovani, in programma a inizio 2027, dove – insieme e democraticamente – sceglieremo chi guiderà la Lega Giovani nelle sfide del futuro».
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