Scaffali vuoti e merci deperibili, i blocchi stradali aggravano la crisi dell’agroalimentare

I mancati arrivi di prodotti ortofrutticoli dalle regioni del Sud colpiscono anche il Centro Italia. E l’industria alimentare lancia l’allarme sui prodotti deperibili come il latte

Si aggrava la situazione delle forniture di prodotti agroalimentari, in particolare del Mezzogiorno, che non riescono ad arrivare nei supermercati per i vari blocchi dell’autotrasporto in Italia. Il rischio è doppio: da un lato mancano prodotti freschi per i consumatori e dall’alto l’elevata deperibilità delle merci bloccate spesso nei luoghi di produzione rischia di tramutarsi in un enorme spreco di cibo con costi pesantissimi soprattutto per i produttori agricoli.

Il conto alla rovescia riguarda in particolare i prodotti ortofrutticoli ma man mano che passano i giorni sta emergendo un altro fronte critico: quello del latte. È il senso degli allarmi lanciati nelle ultime ore dagli agricoltori con Legacoop agroalimentare, dalla distribuzione con il Centro Agroalimentare di Roma, dall’industria di trasformazione con i moniti di Unione italiana food e Assolatte.

«Si registrano crescenti criticità negli approvvigionamenti ortofrutticoli destinati alla Capitale – commentano al Car di Roma –a causa dell’incertezza sui tempi di percorrenza e gli alti costi operativi che stanno innescando un effetto a catena che impedisce alle aziende agricole di spedire le merci deperibili e minaccia il regolare arrivo dei prodotti freschi sui mercati. L’emergenza, inizialmente concentrata in Campania, Sicilia, Calabria e Puglia si sta estendendo ed è arrivata a coinvolgere anche il basso Lazio».

Mancano referenze cruciali provenienti dal Mezzogiorno come peperoni, melanzane, uva da tavola e pomodori. «Per compensare questi vuoti d’offerta – spiegano al Car – si registra un forte aumento delle importazioni, con pomodori tondi a grappolo dall’Albania venduti intorno ai 2 euro/kg e peperoni dalla Spagna a 3,80 euro/kg, alternative economicamente rilevanti ma che faticano a sostituire pienamente il prodotto a chilometro zero per i consumatori attenti alla filiera italiana».

«Un prolungamento delle proteste per il caro carburanti – proseguono al Car – rischia di generare perdite economiche incalcolabili per i produttori del Sud, costretti a perdere i raccolti, e di scaricare ulteriori rincari sulla spesa alimentare dei consumatori».

E un allarme è stato lanciato anche da Legacoop Agroalimentare. «Il protrarsi dei blocchi degli autotrasportatori nel Sud Italia – hanno spiegato da Legacoop – rischia di trasformarsi in un danno concreto per le imprese e le cooperative agricole, con ripercussioni sulla conservabilità dei [...]

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