
Possibile la proroga di due settimane
La decisione sulla riapertura o meno delle frontiere aeree e marittime con la Spagna dovrebbe arrivare lunedì 31 agosto. Scade infatti il mese di sospensione dell’accordo Schengen, che ha portato dall’1 agosto al rispristino dei controlli in porti e aeroporti per i passeggeri in arrivo dal Paese. La decisione è stata presa dopo che 72 persone hanno raggiunto dal Marocco via mare l’exclave spagnola.
Ma nei giorni scorsi il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha posto l’accento sul fatto che la situazione a Ceuta «è tutt’altro che migliorata». Il titolare del Viminale ha descritto un quadro ancora «complicato». E ha parlato di un allarme delle agenzie di intelligence spagnole riguardo «possibili soggetti con una caratterizzazione jihadista». Parole che lasciano ipotizzare un possibile prolungamento del provvedimento. «Faremo una valutazione serena», ha assicurato il ministro annunciando che «la decisione definitiva» verrà presa “il giorno stesso” della scadenza, ossia il 31 agosto.
La proroga dovrebbe essere di due settimane, anche se nei giorni scorsi il quotidiano La Vanguardia ha segnalato che l’Italia si prepara a prorogare di almeno un altro mese i controlli alle frontiere per i passeggeri in arrivo via aereo e via nave dalla Spagna. La misura, secondo la comunicazione inviata a suo tempo dalla Commissione Europea, scade il 31 agosto. Tra le motivazioni allo studio figurano «un aggravamento della situazione a Ceuta» e i possibili «rischi di terrorismo». Quest’ultimo elemento non era però presente nella comunicazione con cui Roma aveva notificato l’introduzione dei controlli. Secondo le fonti governative citate, «già a metà agosto era cominciata a circolare la possibilità di una proroga tra i componenti del governo», nonostante i controlli alle frontiere non abbiano dato finora risultati rilevanti: sono state individuate poche persone in situazione irregolare e «nessuna proveniente da Ceuta».
Una delle ipotesi sul tavolo, si segnala, è far coincidere la fine dei controlli con il 6 settembre, data fino alla quale la Spagna ha deciso di mantenere le proprie misure adottate in risposta a quelle italiane. Tuttavia, Madrid potrebbe a sua volta prorogarle.
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