Schermi giganti, AI e la carica cinese: così cambia il televisore

TCL e Hisense guadagnano terreno sui produttori coreani in un mercato stabile nei volumi e in crescita nei grandi formati. La sfida si sposta dalla guerra dei prezzi a quella sulle tecnologie dei pannelli e la corsa all’intelligenza artificiale fa salire i costi delle memorie.

BERLINO – Il mercato dei televisori non cresce ma la TV sta cambiando. Nei primi cinque mesi del 2026, dati Gfk alla mano, le vendite sono scese del 2,2% a valore riflettendo il calo (dell’1,9%) dell’elettronica di consumo. Dentro un settore fermo e maturo si muovono però decisamente i segmenti premium e i grandi formati, con gli schermi da 55, 65 pollici e oltre a tirare la domanda. Il televisore sembra dunque aver trovato un nuovo modo di progredire, giocando sulle dimensioni, sulla tecnologia dei pannelli e sulle funzionalità pilotate dall’AI. È una sfida su diversi piani e in questa sfida la leadership dei marchi coreani non è più un dato acquisito, con i produttori cinesi ad incalzarli. Qualche numero. In Italia, nel primo semestre di quest’anno, Hisense ha superato in classifica LG a volume (confermandosi terzo a valore) mentre nel segmento dei TV Mini Led a livello globale le rilevazioni di Omdia assegnano a Tcl il 31% di quota a volume a fine 2025, davanti alla stessa Hisense (con il 25%) e a Samsung, scesa dal 76% del 2022 al 19% dell’anno passato. Il TV “made in China”, insomma, non compete più solo attraverso la leva del prezzo e quella industriale ma conquista spazio dal punto di vista tecnologico, nei mega formati e nel brand. E Tcl e Hisense, aspettando al varco Haier, sono l’emblema di un nuovo che avanza.

“In Italia veniamo ancora percepiti come un marchio emergente, ma sul fronte produttivo abbiamo compiuto passi da gigante negli ultimi cinque-sei anni”, spiega Nicola Micali, Senior Go To Market Manager di Tcl Italy, al Sole24ore. I passi in questione sono stati compiuti con la sussidiaria CSOT (China Star Optoelectronics Technology) completando acquisizioni nel comparto Lcd (vedi alcune fabbriche di Lg Display) e costruendo una posizione sempre più verticale nella filiera dei pannelli; oggi il televisore resta per Tcl il prodotto-vetrina del brand (in attesa di capire, dal 2027, gli effetti dell’acquisizione al 51% della divisione home entertainment di Sony che comprende anche i Tv Bravia) soprattutto negli schermi giganti, comparto per cui lo scenario è radicalmente mutato. Nel 2022, come ha ricordato Micali, si vendevano meno di 100 unità, nel 2025 si è andati sopra quota 10mila, mentre per i 75 e 85 pollici si è passati da poche migliaia a circa 180mila pezzi. Dati che fotografano una tendenza chiara: la capacità di produrre pannelli sempre più grandi e a costi sostenibili sta diventando una leva competitiva fondamentale e contribuisce a spostare verso il basso il prezzo di tecnologie fino a pochi anni fa appannaggio delle fasce più alte. L’avanzata dei produttori cinesi trova conferma anche nelle parole di Gianluca Di Pietro, AD di Hisense Italia, pronto a ribadire come “il [...]

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