Schlein al Pd: «Le primarie? Le vinciamo». Ma Conte terremota l’alleanza: mai con chi manda armi a Kiev

La segretaria dem chiude la festa nazionale dell’Unità di Reggio Emilia

Reggio Emilia

«Noi siamo e ci faremo trovare pronti in qualsiasi momento. È Giorgia Meloni che deve dirci quando ci porterà al voto, e visto che il governo è stato inutilmente lungo, prima è meglio è per il Paese». E ancora: «È tempo di accelerare sul programma comune. Ma non partiamo da zero. Proprio qui a Reggio Emilia ci siamo dati un’agenda che sta sulle punte delle dita di una mano, cinque priorità fondamentali: la difesa della sanità pubblica, la difesa dell’Istruzione pubblica, il lavoro dignitoso, la politica industriale, il clima, i diritti alla democrazia, la pace. Su ognuna di queste priorità abbiamo fatto iniziative in Parlamento con i nostri alleati e le abbiamo fatte nei territori. Ma non basterà una somma di proposte concrete, servono i valori, al Paese dobbiamo offrire una visione del presente e del futuro. Ho chiesto ai nostri alleati di non farlo al chiuso di una stanza ma tra la gente».

Elly Schlein chiude la festa nazionale dell’Unità di Reggio Emilia – probabilmente l’ultimo dei tradizionali discorsi ai militanti del Pd prima delle prossime elezioni politiche, che i più prevedono per la primavera del 2027 – accolta da 10mila persone.

Tanto che, a differenza degli altri anni, lo spazio non è quello dei tradizionali dibattiti ma il pratone dello spazio interno all’Iren Green Park dedicato ai concerti serali. Per oltre un’ora la leader del Pd sciorina le proposte programmatiche del suo partito e non mancano neanche proposte concrete da sottoporre al governo sul nodo del caro energia: i 14 miliardi di flessibilità Ue – propone Schlein – siano utilizzati così: 2 miliardi sul Conto termico; 3 miliardi per la riqualificazione delle case popolari; 4 miliardi per l’elettrificazione dei processi industriali; 3 miliardi per tram, metropolitane e bus elettrici; 2 miliardi infine per le reti, gli accumuli e le colonnine di ricarica.

Parla al suo popolo, la segretaria, ed evita accuratamente tutti gli argomenti divisivi. Financo le primarie sono lasciate sullo sfondo, ma cero non eluse: «Prima il programma – ripete – e poi decideremo insieme chi guida, o con un accordo o con le primarie. Noi non abbiamo mai paura del voto, sarà una festa di tutti. Se ci saranno le primarie le vinciamo insieme».

Ma i dirigenti arrivati a Reggio Emilia per sentire la loro segretaria “testardamente unitaria” da qualche ora pensano ad altro. Perché in mattinata la voce di Giuseppe Conte sulla questione delle armi all’Ucraina si è alzata più forte del solito: «E’ chiaro che dovremo preventivamente precisare qualche punto fermo perché non può essere che domattina vinca le primarie Schlein o un altro candidato e a quel punto si mandano a gogò armi a Kiev per una escalation militare che ci sta portando al terzo conflitto mondiale giorno dopo giorno. Il M5s non può sottoscrivere un programma che prevede di continuare a fare quello che fa Meloni in politica estera».

Una vera e propria bomba, quella lanciata da Giuseppe Conte dopo aver incassato sabato sera gli applausi della platea dem proprio a Reggio Emilia. Tanto suadente e smussante alla Festa dell’Unità, quanto perentorio e minaccioso davanti alla “sua” platea della festa del Fatto quotidiano, giornale di riferimento del M5s, alla Versiliana. Conte concavo e convesso, pronto a [...]

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