
Nel nostro Paese il 37% degli adulti tra 25 e 64 anni si colloca sotto il livello minimo di competenza alfabetica, contro una media Ocse del 27%
Crescono i prezzi dei libri di testo. Si va mediamente dal 2,3% per la scuola secondaria di primo grado e all’1,8% per la scuola secondaria di secondo grado, numeri comunque inferiori all’inflazione. Ma in base dei prezzi di listino trasmessi dall’Associazione italiana editori al ministero dell’Istruzione e del merito la spesa media complessiva che ogni famiglia deve sostenere per acquistare i libri scolastici è diminuita dell’1,4% rispetto all’anno precedente. E questo, sia nelle scuole secondarie di primo che di secondo grado, è merito dell’ampia offerta di titoli disponibili e delle scelte sempre più oculate dei docenti.
Gli editori stabiliscono il prezzo dei testi scolastici nel mese di gennaio di ogni anno, consegnando i listini all’associazione che li condivide con il ministero e le segreterie scolastiche. I prezzi rimangono invariati per tutto l’anno e non possono essere modificati o aumentati in corso d’anno, spiegano da Aie. «Anche quest’anno gli editori hanno limitato gli aumenti dei prezzi – sottolinea Giorgio Riva, presidente del gruppo Educativo dell’associazione -, contribuendo così a non aggravare il peso economico sulle famiglie, nonostante i costi che affrontano siano aumentati, non solo per via dell’inflazione. Negli ultimi dodici mesi il settore ha visto l’introduzione di tre riforme, la riforma del primo ciclo (primaria e scuola secondaria di primo grado) con avvio nel 2026, la riforma degli istituti tecnici, con avvio nel 2026, la riforma dei licei, da poco annunciata, con avvio nel 2027. Riforme che comportano per gli editori lo stravolgimento della pianificazione editoriale pluriennale, e di conseguenza la svalutazione di investimenti già fatti e costi di accelerazione dei progetti».
A fronte anche di un calo demografico che rende sempre più difficile il sostegno all’industria viene chiesto dagli editori un intervento pubblico lungo due direttrici. Da un lato l’introduzione della detrazione delle spese per l’acquisto dei libri di testo a favore di tutte le famiglie, «come già c’è per le spese per la salute, lo sport e gli animali da compagnia» e, dall’altro, una maggiore razionalizzazione ed efficienza del processo di distribuzione degli aiuti alle famiglie in povertà assoluta. «Fondi che devono arrivare ai beneficiari nei tempi adeguati. Sono interventi necessari per garantire un effettivo diritto allo studio a tutte e a tutti», conclude il presidente del gruppo Educativo di Aie.
Nel nostro Paese il 37% degli adulti tra 25 e 64 anni si colloca sotto il livello minimo di competenza alfabetica, contro una media Ocse del 27%. Il dato, tratto da “Education at a Glance 2025” e richiamato da Fondazione Cariplo in vista della Giornata mondiale dell’alfabetizzazione dell’8 settembre, si accompagna [...]

