
Il gruppo di Ryan Cohen prova a costruire un nuovo modello di business mentre il retail tradizionale perde terreno. Nel secondo trimestre ricavi in calo del 19%, accelerano le collectibles
A cinque anni dallo short squeeze che trasformò GameStop nel simbolo della stagione delle meme stock, la società americana si trova davanti a una sfida molto diversa. Il retail tradizionale continua a perdere terreno, ma il gruppo dispone oggi di miliardi di dollari di capitale, sta accelerando nei collectibles e ha costruito una partecipazione rilevante in eBay. La domanda per gli azionisti non è più soltanto se GameStop possa sopravvivere, ma quale modello di business possa diventare.
È la scommessa del gruppo guidato da Ryan Cohen: costruire un nuovo modello di business mentre il retail tradizionale continua a perdere terreno.
I risultati del secondo trimestre fiscale 2026 restituiscono una fotografia ancora contraddittoria. Da una parte, i ricavi complessivi diminuiscono in modo significativo. Dall’altra, alcune delle attività sulle quali GameStop sta cercando di costruire il proprio futuro registrano una crescita molto più sostenuta. Sullo sfondo c’è poi una quantità di capitale che ha cambiato radicalmente la natura finanziaria della società.
GameStop ha chiuso il secondo trimestre con 790,2 milioni di dollari di ricavi, in calo del 19% rispetto ai 972,2 milioni dello stesso periodo dell’anno precedente.
Il dato conferma le difficoltà del modello tradizionale. La vendita fisica dei videogiochi continua, infatti, a confrontarsi con la progressiva digitalizzazione del settore, che ha ridotto il peso dei supporti fisici e modificato le abitudini dei consumatori.
All’interno del dato complessivo emerge però una dinamica molto diversa.
Il segmento dei collectibles, cioè i prodotti da collezione, ha generato 356,3 milioni di dollari di ricavi, con una crescita del 57% su base annua. Si tratta di una componente ormai rilevante del business. La categoria comprende, tra gli altri prodotti, trading card, Pokémon, memorabilia, action figure e altri articoli legati alla cultura pop e al mondo dei videogiochi. La crescita indica che GameStop sta progressivamente spostando il proprio baricentro commerciale verso un mercato nel quale il prodotto fisico mantiene un ruolo centrale e nel quale la community dei collezionisti può rappresentare un elemento competitivo.
GameStop ha continuato a intervenire sulla struttura dei costi scesi del 14% in meno rispetto all’anno precedente. La società sta quindi cercando di ridurre la propria struttura mentre modifica contemporaneamente la composizione dei ricavi.
Anche la guidance segnala un miglioramento delle aspettative. Per l’esercizio fiscale che terminerà il 30 gennaio 2027, GameStop prevede ora un Adjusted [...]
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