
La Regione presenta la candidatura a Esra, la rete dei territori europei della microelettronica. Al centro Catania con il Campus SiC di STMicroelectronics e la linea pilota europea sui semiconduttori wide-bandgap
La Sicilia prova a trasformare il peso industriale conquistato da Catania nella microelettronica in un ruolo più forte dentro l’Europa dei semiconduttori. L’assessorato regionale alle Attività produttive ha formalizzato la richiesta di adesione all’European Semiconductor Regions Alliance (Esra), l’alleanza che mette in rete i territori europei maggiormente coinvolti nello sviluppo del settore.
È un passaggio che va oltre il riconoscimento formale del distretto catanese. L’obiettivo della Regione è entrare nella rete nella quale si confrontano alcuni dei principali ecosistemi europei dei semiconduttori e partecipare più direttamente alla definizione delle politiche comunitarie sui chip, sulle competenze e sulla sovranità tecnologica.
«La Sicilia non vuole essere soltanto destinataria delle grandi politiche industriali europee, ma protagonista della loro costruzione – dice l’assessore regionale alle Attività produttive Edy Tamajo –. A Catania abbiamo uno degli ecosistemi della microelettronica più importanti d’Europa e oggi vogliamo mettere questo patrimonio industriale, scientifico e di competenze in rete con le regioni più avanzate».
Il principale biglietto da visita della candidatura siciliana è il polo di STMicroelectronics a Catania e, in particolare, il progetto Campus SiC, destinato allo sviluppo di un nuovo impianto integrato dedicato ai dispositivi di potenza in carburo di silicio.
Si tratta di una tecnologia strategica per applicazioni che vanno dalla mobilità elettrica alle energie rinnovabili fino alle infrastrutture di rete, settori nei quali i semiconduttori wide-bandgap assumono un peso crescente. Il programma catanese è accompagnato da un accordo tra Regione Siciliana, ministero delle Imprese e del Made in Italy, Invitalia e STMicroelectronics e può contare su un cofinanziamento pubblico complessivo di circa 2 miliardi di euro. Una quota fino a 300 milioni può arrivare dal Pr Fesr Sicilia 2021-2027 attraverso la priorità Step, lo strumento europeo indirizzato allo sviluppo delle tecnologie strategiche.
Per la Regione si tratta di uno degli assi principali della propria strategia di politica industriale ad alto contenuto tecnologico.
«L’investimento sul carburo di silicio dimostra che in Sicilia è possibile realizzare politica industriale ad altissimo contenuto tecnologico – sottolinea Tamajo –. La sfida adesso è trasformare questi grandi progetti in una filiera sempre più forte, capace di coinvolgere imprese, università e centri di ricerca».
Ed è proprio questo il passaggio più delicato. La scommessa è fare in modo che i grandi investimenti già avviati contribuiscano a rafforzare un ecosistema nel [...]
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