Sette modi in cui l’AI sta trasformando il lavoro senza che ce ne accorgiamo

Dall’uso segreto per scrivere report fino ai bot che partecipano alle riunioni al posto delle persone, l’AI sta modificando profondamente le relazioni e i processi aziendali

Stando a un recente rapporto della Bce, in Europa la quota di lavoratori che usa l’AI è passata dal 26% del 2024 al 52% del 2026: il suo utilizzo si sta normalizzando per molti ruoli e mestieri. Il divario è sempre meno tra “chi utilizza l’AI e chi no”: è tra gli utilizzi banali e quelli più raffinati, e tra quelli ormai sdoganati e quelli tenuti ancora nascosti.

Eccone 7, vediamo in quali vi ritrovate.

La shadow AI non è più roba da stagisti smanettoni (se mai lo è stata). Una ricerca Sharp Europe su 2.500 dirigenti di Pmi in dieci mercati europei rileva che il 45% dei dipendenti scrive report con l’AI senza dirlo al management, e che il 44% dei dirigenti la usa per apparire più competente sul posto di lavoro, senza dirlo ai colleghi.

Dettaglio cruciale: se non le diamo una voce precisa, adotta quella di un responsabile HR moderatamente entusiasta su LinkedIn.

Nel caso ve lo stiate chiedendo, anch’io ho sfruttato l’AI per lavorare a questo articolo. Anzi, più di una: ho chiesto 20 utilizzi, con casi e fonti. Poi mi sono divertito a selezionare i 7 che mi sembravano più adatti, e ho riscritto l’articolo. Ma se non mi piacesse tanto scrivere questi articoli, o se non avessi la (sana??) arroganza di pensare che so ancora scrivere meglio io, o non avessi trovato un paio d’ore libere sabato mattina, avrei potuto delegare in toto.

Ve ne sareste accorti?

L’altro giorno a un corso con dei trentenni di una grande società, diversi hanno ammesso di scrivere mail furibonde a capi, colleghi, clienti, darle in pasto all’AI e chiedere “rendila professionale”. Quello che ne esce sono piccoli capolavori passivo-aggressivi. Qualche paragrafo cortese che significano una cosa sola, e cioè che hai sbagliato tu.

Corollario avvincente: la stessa AI viene usata dal destinatario per fare l’operazione inversa, cioè capire cosa volesse dire davvero il mittente. La classica situazione in cui macchine si parlano tra loro, e in mezzo persone che continuano a non dirsi le cose, capendosi sempre meno. Dal telefono senza fili, al telefono senza voci.

Ammissione: ammorbidente relazionale è farina del sacco di Claude.

Precisazione: telefono senza voci è farina mia.

Sì workslop, non workshop. Il termine arriva da BetterUp Labs e lo Stanford Social Media Lab: “lavoro brodaglia”. Avete presente quel contenuto, in formato analisi, presentazione, report… generato dall’AI che sembra un buon lavoro ma, leggendolo bene non ha alcuna sostanza e non dice nulla di nuovo? Un po’ come la storia del super consulente che ripete in forma più aulica quanto già detto dal cliente. Il 41% dei lavoratori intervistati ne ha ricevuto, e ogni episodio è costato in media 1 ora e 56 minuti di rilavorazione. La stima è di circa 186 dollari al mese di tassa invisibile a persona: per un’organizzazione da 10.000 dipendenti, oltre 9 milioni di dollari l’anno (fonte Harvard Business Review, grazie Gemini).

Altra conseguenza, più sociale: circa metà di chi riceve workslop giudica il collega meno creativo e meno affidabile di prima, il 42% lo considera meno degno di fiducia e il 37% meno intelligente. Tanto ovvio quanto devastante. Come mi ha suggerito ChatGPT: l’AI ti fa risparmiare due ore di tempo [...]

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