L’Osservatorio del Distretto del Po conferma il livello di severità idrica “alta”. Il Lago Maggiore è in condizioni di siccità estrema, le portate del Po restano ben sotto le medie storiche e il cuneo salino continua a risalire il Delta
L’emergenza idrica nel bacino del Po non accenna ad allentarsi. L’Osservatorio permanente sugli utilizzi idrici del Distretto del fiume Po, riunito il 6 agosto sotto il coordinamento dell’Autorità di Bacino Distrettuale, ha confermato un quadro di forte criticità, segnato da temperature persistentemente superiori alla media, precipitazioni insufficienti nelle aree più colpite e livelli dei grandi laghi alpini ormai prossimi ai minimi storici.
Nonostante alcuni episodi temporaleschi abbiano interessato Emilia-Romagna e Veneto nelle ultime settimane, gli effetti sulle riserve idriche sono stati limitati. Le piogge si sono concentrate in eventi intensi e localizzati, incapaci di compensare il deficit accumulato nei mesi precedenti. In Piemonte e Lombardia, invece, le precipitazioni sono rimaste generalmente inferiori alla norma.
A preoccupare maggiormente è la situazione dei grandi laghi regolati del Nord Italia, che rappresentano una riserva strategica per l’agricoltura e per il mantenimento delle portate del Po. Il caso più critico è quello del Lago Maggiore, il cui livello di riempimento è sceso al 5,3%, una condizione classificata come “siccità estrema”. In difficoltà anche il Lago di Como (5,9%), il Lago d’Iseo (5%) e il Lago d’Idro (5,7%), mentre soltanto il Garda mantiene una situazione relativamente stabile con un riempimento pari al 50%.
«Le temperature elevate persistenti stanno esasperando le ultime riserve d’acqua, e cioè i grandi laghi prealpini. Tranne il Garda, le acque a disposizione dei laghi Maggiore, Como e Idro sono quasi esaurite», ha spiegato Alessandro Delpiano, segretario generale dell’Autorità di Bacino del Po. «L’emergenza continua e ancora non se ne vede la fine».
La situazione è particolarmente delicata per il sistema Ticino-Lago Maggiore, fondamentale per alimentare il più vasto comprensorio risicolo d’Europa, che comprende le province di Vercelli, Novara e la Lomellina. Proprio nel pieno della stagione irrigua, le aziende agricole si trovano a fare i conti con disponibilità d’acqua sempre più ridotte.
Anche il grande fiume continua a mostrare segnali di sofferenza. Dopo un temporaneo aumento delle portate nella seconda metà di luglio, i deflussi sono tornati a diminuire lungo tutta l’asta del Po, attestandosi ben al di sotto dei valori storici di riferimento. A Piacenza la portata attuale è di 177 metri cubi al secondo contro una media storica di 497; a Cremona 193 contro 602; a Boretto 209 contro 581; a Borgoforte 219 contro 645. Ancora più significativo il dato di Pontelagoscuro, vicino alla foce, dove il fiume registra 246 metri cubi al secondo rispetto a una media storica di 709.
La riduzione dei flussi continua ad alimentare il fenomeno dell’intrusione del cuneo salino nel Delta del Po. L’acqua marina risale ormai oltre 20-25 chilometri all’interno dei rami deltizi, con conseguenze sui prelievi irrigui e sugli ecosistemi più vulnerabili.
Le criticità coinvolgono diversi settori. Il comparto irriguo, in particolare la risicoltura piemontese, è tra i più colpiti, ma difficoltà si registrano anche in Lombardia e Veneto. Parallelamente cresce la pressione sul sistema idropotabile, soprattutto nelle aree collinari e montane di Piemonte e Lombardia, dove si moltiplicano gli interventi per garantire l’approvvigionamento delle comunità locali.
Per sostenere le portate del Po, l’Autorità di bacino e le Regioni hanno chiesto ai gestori idroelettrici maggiori rilasci dagli invasi alpini. Una parte degli scarichi aggiuntivi è già stata effettuata, ma i margini di intervento restano limitati: i principali serbatoi nazionali risultano infatti riempiti solo per il 38-40% della capacità disponibile. Sul tavolo c’è anche la possibilità di richiedere ulteriori rilasci dagli invasi svizzeri del bacino Ticino-Lago Maggiore attraverso il meccanismo di cooperazione bilaterale tra Italia e Svizzera.
Le previsioni meteorologiche indicano nei prossimi giorni il passaggio di nuove perturbazioni accompagnate da temporali e da un temporaneo calo delle temperature. Tuttavia, secondo gli esperti, gli effetti saranno probabilmente insufficienti a modificare in modo sostanziale il quadro generale.
Per questo l’Osservatorio ha deciso di confermare per l’intero Distretto del Po il livello di severità idrica “alta”. Una valutazione che fotografa una situazione in cui siccità estrema, riserve idriche ridotte, difficoltà per agricoltura e acquedotti e avanzata del cuneo salino continuano a rappresentare una minaccia concreta per il Nord Italia.
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