
Dalle infezioni all’assistenza ai pazienti cronici: il ministro Schillaci annuncia un Piano nazionale per ridurre i mille eventi-sentinella l’anno
«Con le Regioni e gli esperti di risk management, stiamo costruendo un sistema di prevenzione e gestione del rischio solido, moderno, capace di apprendere e migliorare. In questa direzione va l’avvio delle attività di predisposizione del Piano nazionale per la sicurezza del paziente che sono condotte dall’Osservatorio nazionale per le buone pratiche sulla sicurezza nella sanità di Agenas. Il Piano si ispira al Global Patient Safety Action Plan dell’Organizzazione mondiale della Sanità, contestualizzandolo nella realtà italiana». L’annuncio del ministro della Salute Orazio Schillaci arriva nella Giornata mondiale della sicurezza delle cure, focalizzata su una delle grandi sfide e cioè le malattie croniche che rappresentano la principale causa di morte e disabilità, responsabili come sono di circa il 74% dei decessi. Tra i big killer, le malattie cardiovascolari con quasi 18 milioni di morti l’anno, i tumori (oltre 9 milioni), le malattie respiratorie croniche (circa 4 milioni) e il diabete (1,5 milioni).
«Il dato che dovrebbe farci riflettere è quel milione e 800 mila morti evitabili a livello europeo, soprattutto oggi che disponiamo di tutti gli strumenti per poter ridurre in maniera incisiva il tasso di mortalità per queste patologie», ha avvisato Schillaci.
Il Piano europeo – partito nel 2021 e che scadrà nel 2030 – punta tra l’altro sulla trasparenza nella comunicazione con i pazienti, sulla sicurezza dei processi clinici e dei farmaci, sulla prevenzione e il controllo delle infezioni e dell’antibiotico-resistenza e sulla sicurezza del paziente nelle cure primarie e nel passaggio da un ospedale all’altro. Obiettivi cruciali se solo si guarda al peso delle infezioni ospedaliere – tra le 400 e le 640mila l’anno – cui solo nel nostro Paese sono attribuiti circa 20mila decessi l’anno. Ma in generale, tiene a sottolineare Schillaci, «l’Italia vanta dati nettamente migliori rispetto alla media Ocse in relazione alla mortalità evitabile. Un risultato di cui dobbiamo essere fieri e che deve spingerci a fare sempre meglio per garantire a tutti cure sicure e di qualità».
Nel nostro Paese si registrano in ogni caso almeno mille eventi-sentinella l’anno, segnalati al ministero della Salute attraverso il Simes – Sistema informativo per il monitoraggio degli errori in sanità (Simes) che raccoglie le denunce dei sinistri da tutto il territorio nazionale. Un “prototipo” che sarà valorizzato nel Piano per la sicurezza del paziente annunciato da Schillaci che dovrebbe produrre una piattaforma continuamente aggiornata. Intanto, si lavora sulla formazione, come ricorda Maria Rosaria Campitiello, Capo Dipartimento della Prevenzione, della Ricerca e delle Emergenze sanitarie: il ministero «sta agendo e investe 11 milioni nella ricerca e formazione nella ricerca legata ai simulatori, alla robotica e all’Intelligenza artificiale, per formare medici, operatori sanitari e specializzandi per rendere le cure più sicure» annuncia.
Una sfida che necessariamente – con la riorganizzazione delle cure sul territorio destinate in primis ai 24 milioni di malati cronici – si gioca anche al di fuori degli ospedali e delle strutture per acuti e guarda all’attuazione delle Case di comunità istituite con il Pnrr e ancora in via di definizione. E dove l’assistenza sarà veicolata anche dalla telemedicina, sotto la forma di teleassistenza, televisita e teleconsulto.
Strumenti che sono utili anche a “stanare l’errore” e a standardizzare gli approcci di cura, «Digitalizzazione, telemedicina, condivisione dei dati, fascicolo sanitario elettronico 2.0 e un impegno sinergico tra ministero della Salute, Agenas e collaborazione proattiva con le Regioni, ci hanno permesso di iniziare finalmente a produrre delle evidenze che ci consentono di andare a vedere dove si annidano alcune sacche di inefficienza», sottolinea Francesco Saverio Mennini, capo dipartimento della Programmazione, dei dispositivi medici, del farmaco e delle politiche in favore del Ssn del ministero della Salute.
«Insieme alle Regioni stiamo cercando di ridurre le inefficienze e far sì che il sistema sia il più omogeneo possibile», continua Mennini, ricordando l’importanza «del coinvolgimento dei pazienti stessi. Questo è l’approccio che stiamo seguendo, non solo per le malattie non trasmissibili. Il paziente ora viene considerato un partner lungo tutto questo percorso».

