
Il terzo Meeting nazionale dei Patti digitali lancia nuove Reti con le scuole e le istituzioni per aiutare le famiglie nell’uso consapevole della tecnologia
Mentre si torna a parlare di limitare l’accesso ai social media ai minorenni, dopo le giornate tumultuose di sabato 17 e domenica 18 ottobre, e la presidente del Consiglio apre a questa eventualità, rispondendo alle domande di «La Repubblica» (nonostante lo stallo di numerose proposte in Parlamento), gli studenti fanno sentire la loro voce in occasione del terzo Meeting nazionale dei Patti digitali, in programma oggi all’Università Milano-Bicocca. La proposta arriva dal Consiglio nazionale dei presidenti delle Consulte provinciali degli studenti (Cnpc) ed è chiara e precisa nei contenuti: vietare l’accesso ai social network ai minori di 14 anni e introdurre percorsi di educazione digitale fin dalla scuola primaria così da garantire maggiore sicurezza online.
«Non chiediamo di vietare i social perché siamo contrari alla tecnologia, ma perché ci rendiamo conto che l’utilizzo di questa specifica modalità ci sta sottraendo spazio per le relazioni e la vita di comunità», spiega Alessandro Gianesini, coordinatore regionale delle Consulte studentesche del Veneto e delegato del Cnpc per l’educazione digitale, l’innovazione e l’intelligenza artificiale. «Vogliamo tornare a incontrarci e condividere esperienze reali. Per riuscirci servono regole comuni, ma anche un’educazione digitale che inizi prima dell’accesso ai social, perché diventare più grandi non significa automaticamente essere pronti a utilizzarli».
La Fondazione Patti Digitali sostiene la proposta e, in linea con la raccomandazione di non consegnare lo smartphone personale prima dei 14 anni, la porterà nella propria Rete territoriale, sensibilizzando famiglie e comunità educative e sostenendola anche [...]
Articolo precedente
Da oggi alla prova le misure del nuovo decreto sicurezza

