
Dati dell’Osservatorio Pedoni Asaps Sapidata che censisce quotidianamente quanto avviene nelle strade statali, provinciali e comunali oltre che sulle autostrade
Il fenomeno è in crescita e, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, registra un +10%: si tratta dei pedoni investiti e morti in strada. Da chi, passando sul marciapiede è stato travolto o da un’auto finita fuori carreggiata, a chi, invece, attraversava sulle strisce pedonali. In questo quadro, a pagare il prezzo più alto sono state le persone con più di 65 anni. La regione con il dato peggiore è la Lombardia.
Il dato arriva dal monitoraggio dell’Osservatorio Pedoni Asaps Sapidata che censisce quotidianamente quanto avviene nelle strade statali, provinciali e comunali oltre che autostrade d’Italia.
Secondo i dati dell’associazione, sono 252 i pedoni morti dal 1° gennaio, con 168 maschi e 84 femmine. Di questi 114 avevano più di 65 anni, poco meno della metà del totale, «4 su 7 in questa settimana».
Il picco a gennaio, con 47 vittime, a febbraio 30 decessi, «uno in più avvenuto lo scorso 6 febbraio in cui morì una anziana a Verona ma non inserito nella mappatura. Marzo ha avuto 40 decessi». Ad aprile la conta finale parla di 27 pedoni morti. Maggio ha chiuso con 32 decessi e giugno 33 morti. Luglio ha chiuso invece con 28 decessi. «Ad agosto già 15 decessi – sottolinea il rapporto -. Nei primi sette mesi rispetto al 2025 si assiste ad un aumento significativo del 10,8% di decessi di pedoni in Italia (236 nel 2026 e 213 nel 2025) Lombardia in testa con 38 decessi, seguita dal Veneto con 27 e Lazio con 24».
Dalla lettura dei dati emerge come sia significativo il fenomeno che riguarda le aree “protette”. Perché gli incidenti mortali avvenuti sulle strisce pedonali «sono stati complessivamente 114 su 245 dal 1° gennaio». «Ventitré gli episodi di pirateria stradale da inizio anno (circa il 10% del totale) – prosegue ancora l’osservatorio -, dove il conducente è fuggito lasciando a terra il pedone, senza prestare soccorso, due in questa settimana, uno a Castel Volturno in provincia di Caserta e l’altro a Vicopisano in Toscana».
I rilevamenti non tengono conto dei feriti gravi che «molto spesso perderanno la vita negli ospedali anche a distanza di mesi». Altri pedoni sono stati investiti addirittura mentre camminavano tranquilli sul marciapiede.
Il fine settimana di ferragosto è, comunque, andato meglio rispetto allo scorso anno quando si registrarono complessivamente (tra automobilisti, ciclisti, pedoni e motociclisti) 33 vittime. Quest’anno sono state 21, di queste 7 avevano meno di 35 anni
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