
Nel primo semestre registra un utile netto di 4,3 milioni. Importante il contratto di manutenzione con le ferrovie slovene della durata di oltre 4 anni
Oltre 75 anni di vita, marchio storico dal 2022. Ma la bergamasca Tesmec ha avuto nuovi impulsi dall’ormai inarrestabile processo di transizione energetica ed ora la sua divisione Energy, che offre soluzioni complete per lo stendimento di reti elettriche di media e alta tensione, soluzioni integrate per la gestione delle reti, la trasmissione intelligente di energia e la tecnologia di automazione delle sottostazioni, è quella trainante.
La costruzione di infrastrutture ha bisogno di attività di tesatura (di cavi, funi, conduttori elettrici o tiranti) e di trencher (o catenarie), macchine da scavo per interrare cavi e condotti. Ed è proprio ciò che offre Tesmec, che nel primo semestre 2026 ha visto salire i ricavi del 12,2% a 144,2 milioni (+38,8% a 60,2 milioni per la divisione Energy, +5,2% a 63,3 milioni per la divisione Trencher e -17,3%, a 20,7 milioni, per la divisione Ferroviario), con l’ebitda salito del 14,7% a 24,3 milioni, l’ebit del 25,1% a 13,5 milioni e un utile netto di 4,3 milioni a fronte di una perdita netta di 195.000 euro al 30/6/2025.
Non sorprendentemente il 78,9% dei ricavi viene realizzato all’estero e, in particolare, nel primo semestre 2026 quello conseguito nei Paesi Bric è balzato del 58,4% a 30,9 milioni; in aumento anche il Medio Oriente (+27,8% a 19,7 milioni) e il Nord e Centro America (+18,9% a 24,3 milioni); positivo anche l’andamento in Italia e nel resto d’Europa mentre vi è stata una contrazione solo in Africa (-23,2% a 15,3 milioni). Proprio i mercati del continente americano hanno trainato i ricavi del settore Trencher, che invece ha risentito della debolezza di Australia e Africa Occidentale.
Inoltre, grazie al contributo degli incassi iniziali delle nuove commesse del settore ferroviario, al 30/6/2026 l’indebitamento finanziario netto è sceso a 120,3 milioni a fronte di 130,4 milioni a fine 2025. Il rapporto Debt/Equity è tuttora al di sotto dell’unità (circa 1,49 volte), ma è in discesa ed è l’unico punto su cui il gruppo deve ancora lavorare. Peraltro, per 71,3 milioni si tratta di debito a medio-lungo termine (già al netto delle rate in rimborso nei prossimi 12 mesi). Tesmec ha beneficiato, a livello di saldo finanziario, di un contributo positivo della gestione cambi pari a 2,8 milioni (negativo per 1,2 milioni al 30/6/2025).
Per il resto va sottolineato che il settore Energy, oltre a evidenziare un elevato tasso di crescita, è anche quello a più alto margine (ebitda margin del 22,8% nel primo semestre 2026 contro il 18,2% dello stesso periodo del 2025), mentre l’ebitda margin del settore Trencher è sceso dal 15,1% al 14,3% a seguito del contributo non ancora positivo della joint-venture paritetica francese groupe Marais Sas (macchinari per infrastrutture e sevizi per i settori delle telecomunicazioni ed energia), in precedenza indicata fra le attività destinate alla dismissione, e quello del comparto ferroviario è passato dal 16,9% al 7,2% per effetto di minori volumi e un mix sfavorevole.
Nell’ambito del comparto Energy, peraltro, è stato il segmento più “tradizionale” della tesatura a evidenziare la miglior performance in tema di ricavi e margini: il fatturato è balzato del 49,6% a 42,8 milioni e l’ebitda margin dal 17,7% al 23,9% grazie alla domanda sostenuta, al miglioramento del mix, alla concentrazione delle produzioni presso lo stabilimento di Grassobbio e al contributo della joint-venture paritetica statunitense Condux Tesmec Inc. (commercializzazione di prodotti per la tesatura in Nord America), i cui ricavi sono balzati da 6,7 a 19,1 milioni. Bene però anche il segmento Energy Automation con un giro d’affari salito del 17,9% a 17,4 milioni e un ebitda margin passato dal 19,1% al 20% (ebitda pari a 3,5 milioni).
Però è proprio dal comparto ferroviario che ci si attende un contributo in crescita in quanto a marzo 2026 la controllata Tesmec Rail Srl (che ha recentemente ottenuto le certificazioni per operare anche sulle reti ferroviarie di Repubblica Ceca e Francia) si è aggiudicata due contratti della durata di 4,5 anni e del controvalore complessivo di 71 milioni con SZ-Infrastruktura, società di gestione della rete ferroviaria slovena. Tesmec fornirà 15 veicoli per il settore lavori armamento (controvalore complessivo di 52 milioni) e 6 mezzi per la manutenzione della catenaria (trencher), tra cui un veicolo ibrido equipaggiato con tecnologia a batteria (controvalore complessivo di 19 milioni).
Ricordiamo che il 13 luglio 2026 l’amministratrice delegata Caterina Caccia Dominioni è stata nominata vice presidente dell’associazione di categoria Anie Assifer (associazione delle industrie ferroviarie) per il biennio 2026 – 2028, con delega alle relazioni istituzionali.
A fine giugno 2026 il portafoglio ordini di Tesmec ammontava complessivamente a 498,3 milioni (416,2 milioni a fine 2025), di cui 238,5 milioni riferiti alla divisione Energy (175,1 milioni nell’Energy Automation, caratterizzato da contratti pluriennali, e 63,4 nella Tesatura), 81 alla divisione Trencher (in questo caso il backlog ha essenzialmente natura di breve termine e si perfeziona in gran parte nell’esercizio in corso) e 179 nel ferroviario (anche qui le commesse hanno natura pluriennale).
Tesmec non ha fornito una guidance numerica per l’esercizio in corso (d’altra parte, operando per lo più su commessa, indicazioni puntuali sono difficili), ma ha confermato le attese di crescita (con un’accelerazione nel secondo semestre) e di un’ulteriore riduzione dell’indebitamento finanziario netto. La società fa parte del segmento Star di Borsa Italiana ed è stata inclusa nell’indice Intermonte Valore Italia.
La società partecipa attivamente alle fiere internazionali di settore (nel 2026 è stata a InnoTrans a Berlino, a Ieee a Chicago con la joint-venture Condux Tesmec, al Forum Netzbau di Dresda, a SaMoTer a Verona, all’evento Cigre di Parigi, alla Quarry Nz Conference a Invercargill in Nuova Zelanda e a Big 5 Construct Saudi Arabia a Riyadh). Ha poi siglato accordi di collaborazione con l’Università degli Studi di Bergamo (è stato costituito un comitato tecnico-scientifico congiunto) e con il Politecnico di Bari, in questo caso per supportare specificamente la ricerca nell’ambito delle infrastrutture ferroviarie.
Tesmec include nei bilanci la rendicontazione di sostenibilità a partire dall’esercizio 2023. In alcune delle manifestazioni fieristiche cui prende parte presenta prodotti e soluzioni a minor impatto ambientale, tra cui frese da roccia (surface miner) che consentono di operare tagli meccanici di precisione senza impiego di esplosivi e quindi con minori emissioni di polveri e vibrazioni. Il flottante è molto elevato (46,3% del capitale sociale) e nell’azionariato è presente anche l’investitore istituzionale Palladio Holding con una quota del 4,78%.
Dopo le criticità affrontate negli esercizi 2023 e 2024, Tesmec appare decisamente sulla strada giusta, grazie alla progressiva focalizzazione sul comparto Energy e alle tecnologie proprietarie per la tesatura di linee aeree e interrate e per le “smart grids”, per affermarsi fra le società protagoniste dell’attuale “Age of Electricity” in cui gli investimenti nelle reti sono destinati inevitabilmente ad aumentare. Oltre a ciò l’espansione dei cavi elettrici sotterranei rende sempre più indispensabile il ricorso ai trencher: certo, c’è l’agguerrita concorrenza delle tecnologie “trenchless”, cioè senza scavo (di cui in Italia è stata pioniera Icop a inizio anni ‘90, e in cui ha deciso di rafforzarsi con l’annunciata acquisizione della leccese Ediltunnel), che non si possono però usare in presenza di specifici vincoli geologici (terreni instabili, presenza di massi, falde acquifere superficiali) oppure geometrici e di spazio (spazi di cantiere stretti, presenza di cavi elettrici o tubi del gas non mappati). E il mercato se n’è accorto, visto che nell’ultimo semestre le quotazioni del titolo Tesmec sono più che raddoppiate.
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