Smartphone e rasoi a fine vita, in Italia se ne raccoglie solo il 17%. Il ritiro nei negozi è obbligatorio ma resta poco usato

Il tasso di raccolta in Italia non supera il 17% dell’immesso sul mercato, secondo le stime di Erion Wee, contro un obiettivo europeo del 65%

Smartphone, auricolari, rasoi elettrici, cavi. A fine vita restano nei cassetti di casa o finiscono nel sacco dell’indifferenziato. Per i piccoli rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (Raee) il tasso di raccolta in Italia non supera il 17% dell’immesso sul mercato, secondo le stime di Erion Wee, contro un obiettivo europeo del 65%. Sul complesso dei Raee il Centro di Coordinamento Raee indica per il 2025 un tasso del 32,5%: si raccolgono 6,22 chili per abitante l’anno, ma solo 1,43 riguardano apparecchi di piccole dimensioni.

Eppure, dal 2016, i negozi con almeno 400 metri quadrati dedicati all’elettronica devono ritirare gratis i Raee sotto i 25 centimetri, senza obbligo di acquisto. Lo studio «Dalla prossimità alla raccolta», presentato mercoledì a Roma da Erion Weee, parte da qui: il progetto «Piccoli Raee, Grande Coop» è definito «un’estensione sperimentale del servizio 1 contro 0».

Tra ottobre 2025 e luglio 2026 i 20 contenitori installati in dieci punti vendita di Coop Lombardia hanno raccolto 4.840 chili, circa 985 chili per negozio l’anno, con scarti ampi: Lodi e Pavia oltre 1,1 tonnellate ciascuno, Busto Garolfo 128 chili.

Nei Comuni coinvolti la raccolta dei centri comunali non si è ridotta in modo riconducibile ai supermercati: dove è calata, come a Parabiago (circa 10 tonnellate in meno contro 175 chili raccolti da Coop), la flessione è di un altro ordine di grandezza. Per lo studio il canale è «prevalentemente complementare, più che sostitutivo». L’adesione conferma il ruolo del punto vendita «non solo [...]

Continua a leggere su: Il Sole 24 Ore

Articoli correlati