
Chiamate, Gps e contatti autorizzati dai genitori: gli orologi connessi promettono di tenere in contatto le famiglie e rinviare l’arrivo dello smartphone. Tra modelli senza giochi né social e dispositivi più ricchi di funzioni, l’offerta parte da circa 120 euro.
Se temiamo che nostro figlio si perda all’uscita di scuola o al supermercato, ma anche che si perda nei meandri oscuri di un social network, abbiamo un bel problema. Una contraddizione da superare: come comunicare con lui, sapere dov’è, se non vogliamo dargli uno smartphone? In passato alcuni genitori risolvevano con cellulari non smartphone, solo sms e chiamate. Oppure con vecchi smartphone limitati da app di parental control, che però i bambini imparano presto ad aggirare.
Una soluzione più tech – anche se più costosa – giunge ora in soccorso dei genitori ansiosi. Gli smartwatch per bambini.
Diciamolo subito: non sono gli Apple Watch o i Galaxy Watch degli adulti in versione colorata. Sono piuttosto piccoli telefoni cellulari da polso, spesso dotati di Sim e connessione 4G, che permettono di telefonare, scambiarsi messaggi e localizzare il bambino tramite Gps. A decidere chi può comunicare con lui è però il genitore, attraverso un’app installata sul proprio smartphone. E nei modelli più talebani non ci sono browser, social network e nemmeno la possibilità di installare liberamente applicazioni.
Le funzioni tendono a ripetersi nei diversi prodotti. C’è innanzitutto una connessione mobile autonoma, tramite nano-Sim o eSim: il bambino non deve quindi avere nelle vicinanze il telefono del genitore. Ci sono poi Gps e geofencing, cioè la possibilità di definire nell’app dei genitori un’area considerata sicura e di ricevere un avviso quando il dispositivo la lascia o vi entra.
Un altro elemento centrale è la rubrica chiusa. Invece di poter ricevere chiamate da chiunque, l’orologio può essere impostato perché comunichi soltanto con numeri approvati dalla famiglia. Quasi sempre c’è inoltre un pulsante Sos e una “modalità scuola” che durante le lezioni disabilita chiamate, messaggi e altre funzioni, lasciando disponibili l’orologio e, in alcuni casi, la richiesta di emergenza.
L’offerta disponibile anche sul mercato italiano permette già di vedere differenti interpretazioni di questa filosofia. Xplora XGO3 di seconda generazione costa circa 210 euro. È dotato di 4G, chiamate, messaggi e messaggi vocali, Gps, “zone sicure”, Sos e modalità scuola. La caratteristica interessante, però, è ciò che manca: nella configurazione prevista dal produttore non ci sono accesso aperto a Internet, social network o normali app e giochi. Le funzioni vengono amministrate attraverso l’app del genitore.
È probabilmente il modello più vicino all’idea dello smartphone “scomposto”: si prendono dal telefonino le funzioni considerate utili per un bambino che comincia a muoversi da solo e si lasciano fuori buona parte di quelle che preoccupano i genitori. Ancora più radicale è il tedesco Anio 6, acquistabile in Italia anche a circa 199 euro. Consente di memorizzare fino a venti contatti autorizzati, blocca le chiamate degli sconosciuti e permette telefonate, chat familiare, localizzazione Gps, geofencing e chiamata Sos. Durante il tragitto verso la scuola si può aumentare temporaneamente la frequenza della localizzazione.
Anio ha scelto esplicitamente di non inserire fotocamera, giochi e perfino la calcolatrice, proprio per rendere l’orologio meno utilizzabile come fonte di distrazione in classe. Il produttore indica un’autonomia tipica di 24-48 ore e utilizza una normale nano-Sim. C’è poi Imoo Z1, interessante anche Imoo è il marchio internazionale della cinese Little Genius, molto popolare tra i genitori cinesi ansiosi (ci sono anche lì). In Italia lo Z1 costa circa 120 euro. Offre telefonate e videochiamate 4G, chat, localizzazione attraverso Gps e altri sistemi satellitari, modalità classe e possibilità di rifiutare chiamate provenienti da numeri sconosciuti.
Un’impostazione diversa arriva dallo spagnolo SaveFamily Iconic Plus 2, venduto direttamente anche attraverso il sito italiano dell’azienda a 129 euro. Mantiene Gps, zone sicure, chiamate, videochiamate, Sos e modalità classe, ma allarga molto il perimetro: integra anche WhatsApp in forma controllata, giochi educativi, Spotify e alcune funzioni basate sull’intelligenza artificiale.
Ci sono motivi seri a supporto di questa categoria tecnologica. Le nuove raccomandazioni della Società italiana di pediatria indicano di rinviare, quando possibile, lo smartphone personale almeno fino ai 13 anni e di evitare prima di quell’età un accesso autonomo e non supervisionato a internet.
È precisamente in questo spazio che cercano di inserirsi gli smartwatch per bambini. Si differenziano un po’, tra loro, per costi e funzionalità, per soddisfare diverse tasche e vari livelli di ansia parentale.
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