Snam, per il biometano sfida tra F2i, Edison e Retina

Retina punta all’intero perimetro, F2i alla divisione Agri, mentre Edison alle attività Forsu

Va verso le battute finali il processo di vendita di Bioenerys, la controllata di Snam dedicata al biometano. Nelle scorse settimane, secondo quanto risulta da indiscrezioni di mercato, si sarebbe svolto un ulteriore passaggio della procedura competitiva, con la definizione di una rosa ristretta di soggetti ammessi alla fase conclusiva.

Sul tavolo ci sarebbero i nomi di F2i, Edison e Retina Biometano, tre operatori con profili industriali e finanziari molto differenti e, soprattutto, con strategie diverse rispetto al perimetro di Bioenerys. Proprio questa differenziazione potrebbe essere determinante per l’esito della gara: mentre alcuni pretendenti sembrerebbero interessati soltanto a una delle due principali divisioni della società, un altro punterebbe all’acquisizione dell’intero perimetro.

Secondo i rumors, F2i avrebbe infatti concentrato il proprio interesse sulla divisione Agri, mentre Edison avrebbe messo nel radar soprattutto la divisione Forsu, quella legata alla valorizzazione della frazione organica dei rifiuti solidi urbani. Retina Biometano, invece, sarebbe interessata a Bioenerys nel suo complesso. Una configurazione che apre quindi anche alla possibilità di una cessione con un eventuale break-up tra le attività Agri e Forsu, anziché attraverso una vendita integrale della società.

Il valore complessivo della transazione, sulla base delle indiscrezioni circolate finora, potrebbe collocarsi nell’ordine dei 400-500 milioni di euro, anche se la cifra finale dipenderà dalla struttura dell’operazione, dal perimetro effettivamente ceduto e dalle valutazioni espresse dai diversi offerenti.

Il processo dovrebbe entrare nel vivo nel corso di settembre, quando è attesa un’ulteriore selezione delle offerte, con l’obiettivo di arrivare alla definizione dell’operazione entro la fine dell’anno. Non è comunque escluso che nella transazione scenda in campo qualche altro operatore.

Il processo di vendita è infatti partito da una platea decisamente più ampia. Prima dell’estate l’amministratore delegato di Snam, Agostino Scornajenchi, aveva riferito che le manifestazioni di interesse per Bioenerys erano state circa 40, mentre le offerte non vincolanti si sarebbero aggirate intorno alle 20.

Snam, assistita dagli advisor finanziari Rothschild e Bnp Paribas, ha quindi ammesso alla fase 2 nove soggetti. Tra i potenziali acquirenti inizialmente indicati figuravano, oltre a F2i, Edison e Retina Biometano, anche Vesper Infrastructure Partners, fondo italiano specializzato in infrastrutture, Verdalia, piattaforma costituita nel 2023 da Goldman Sachs Infrastructure Partners, il fondo britannico Arcus Infrastructure Partners, il fondo italiano Tages, lo spagnolo Plenium Partners e la multinazionale francese Veolia.

Bioenerys opera attraverso due principali divisioni, Ambiente e Agri, e dispone complessivamente di circa una quarantina di impianti. La divisione Ambiente è focalizzata sulla produzione di biometano a partire dai rifiuti organici, mentre Agri comprende gli impianti alimentati dagli scarti agro-zootecnici e della filiera agroindustriale. Una decina degli impianti in portafoglio produce biometano da rifiuti organici, mentre la parte restante è costituita da impianti biogas alimentati da matrici agricole e agro-zootecniche. È proprio questa doppia natura del portafoglio a rendere Bioenerys particolarmente contendibile.

L’interesse di F2i per la divisione Agri si inserirebbe nella strategia del principale operatore italiano di infrastrutture industriali: la divisione Agri potrebbe rappresentare per F2i una piattaforma sulla quale consolidare il mercato italiano del biometano agricolo. La logica industriale di Edison sarebbe invece maggiormente legata alla divisione Forsu, acronimo di frazione organica dei rifiuti solidi urbani. Il segmento presenta caratteristiche particolarmente coerenti con il posizionamento di un grande operatore energetico integrato.

Anche per Retina Biometano, per la quale si era anche parlato di un’alleanza sul dossier con Sosteneo (gruppo Generali), la scelta avrebbe una logica industriale: mantenere insieme le due divisioni consentirebbe di acquisire una piattaforma diversificata, con esposizione sia alla produzione di biometano da rifiuti organici sia a quella derivante dagli scarti agricoli e agro-industriali.

Articoli correlati